mercoledì 4 maggio 2011

Parlare con gli animali..

Uno dei miei sogni da bambina era di poter parlare con gli animali....il mio cane mi capiva, si faceva capire, eppure non faceva di più che abbaiare..! Dal momento che non era il mio cane ad essere disabile ma che nessun animale parlava, capii che forse era una cosa dovuta a qualche differenza fisica tra noi e loro. Questo era confermato dal fatto che avevano un apprendimento sviluppato almeno quanto lo è quello dei bambini e, dato che anche il linguaggio viene appreso, rimaneva solo la prima opzione.
Non ero l'unica pazza con questi pensieri, infatti la questione "linguaggio animale" era, e penso sia tuttora, oggetto di studio di molti che sicuramente hanno modo di sperimentare e trarre teorie più accurate di quante ne avevo io a 5 anni! :) Tuttavia, in linea generale, non mi sbagliavo.. gli animali, o almeno alcuni, hanno in teoria l'intelligenza e le capacità di apprendimento per poter comunicare col linguaggio umano, ma non gli è permesso dalla natura del loro canale fonatorio. Le scimmie in particolare, hanno dimostrato queste particolarità riuscendo ad impadronirsi del linguaggio dei segni in modo quasi perfetto, riuscendo a comunicare con le persone quasi allo stesso modo di come ci riescono i sordomuti che usano lo stesso linguaggio. Questo "quasi" ricorrente è dovuto al fatto che pur essendo in grado di usare il linguaggio in modo appropriato e di rispettare persino la regola soggetto-verbo-oggetto, le loro frasi risultano essere molto brevi e incomparabili a ciò che riesce a fare un bambino. Ma anche questo può essere dovuto a una differenza a livello di memoria che limita le loro capacità di andare oltre un certo numero di nessi. Un'altra cosa che dimostra la loro capacità di apprendimento è il fatto che i cuccioli di madri che usano il linguaggio dei segni, riescono ad imparare il medesimo linguaggio per imitazione ( come fanno i bambini della nostra specie ) senza l'intervento di persone.
La cosa che mi ha sorpreso è proprio questa.. sopratutto per il fatto che loro riescono ad apprendere un linguaggio anche dopo una certa età, a differenza nostra che, se non impariamo a parlare entro i 7-8 anni di vita, ci verrà molto difficile farlo dopo.
Comunque sia, non saranno pure in grado di articolare le nostre parole, ma certamente riescono a comunicare talmente bene che noi abbiamo poco da insegnargli! :)

lunedì 11 aprile 2011

Facebook è una droga..

...e su questo non ci piove..!
Però potrei aggiungere che è una bella droga e che ha i suoi lati positivi. A me son sempre piaciuti i social network, ma li abbandonavo dopo poco tempo..facebook invece ha colto nel segno! In realtà non mi volevo nemmeno iscrivere, preferivo ( e preferisco tuttora ) la vita reale e la comunicazione faccia a faccia piuttosto che dietro a uno schermo. Eppure, dopo che mi hanno iscritto a "tranello", ho avuto la curiosità di vedere com'era, e da allora non c'è giorno che non entro. Mi sento anche un pò ridicola quando vado a cliccare sui numeretti rossi delle notifiche o dei messaggi perchè ho la stessa sensazione di aprire un pacco regalo di natale..! Ma penso sia così per tutti, e per certi è anche peggio..c'è gente che passa tutto il giorno attaccata a facebook.. e tutti i giorni! A volte mi chiedo veramente cosa facciano in tutto quel tempo..
Comunque sia siamo un popolo di facebookiani infinito e questo è una cosa buona secondo me perchè ci si confronta, si fa amicizia, si "parla" con gente nuova ecc..anche se sempre dietro a un computer..
L'amicizia rimane però una cosa ambigua.. A mio parere l'obbiettivo di molti è la popolarità più che l'amicizia, mi riferisco a quelli che hanno 5000 amici e non sanno nemmeno chi sono..! Però anche questo può essere una cosa positiva, sopratutto per chi non riesce ad essere popolare nella vita reale, oppure per chi lo è anche nella realtà e vuole continuare ad esserlo. Ormai non si chiede più il numero di telefono, ora si dice: "ci sei su facebook?"..io la prima.. e se uno dice di no passa per l'alieno di turno!
Ad ogni modo è un bello svago, ce n'è veramente per tutti.. è un posto per chi vuole conoscere nuove persone, per chi vuole farsi i cavoli degli altri, per i più tradizionalisti che lo usano per comunicare in modo tecnologico e moderno con chi vedono ogni giorno, e anche per chi è in cerca d'amore. Quest'ultima parte sembra sia un punto forte, non c'è single che non sia su facebook e se non c'è rimarrà single a vita! Il corteggiamento adesso non è più andare a guardare un tramonto, è diventato taggare in un link, e i romantici non sono più quelli che lanciano le pietroline alla finestra la notte, sono quelli che disegnano i cuori nelle frasi.. Dio mio! Sarà che anche se son nata in un'era tecnologicamente già avanzata, ho vissuto queste cose fuori da un computer e posso dire che non è la stessa cosa!
A parte il fatto che abituati come siamo a comunicare in questo modo, quando per sbaglio parliamo di persona quasi quasi ci ritroviamo a cercare il tasto "mi piace", e ci mettiamo un'ora a scegliere il "commento" migliore da lasciare..
Ci hanno proprio preso la testa! Ma non mi ribellerò di certo..perchè se usato bene facebook è un mondo aperto e conoscere gente nuova non fa mai male, anche se "conoscere" in questo caso è un parolone, anche un pò fuori luogo..diciamo che potrebbe essere un punto di partenza per conoscere realmente qualcuno..

mercoledì 30 marzo 2011

Carpe Diem!

"E' meglio pentirsi di aver fatto una cosa che rimpiangere di non averla fatta."
E' una frase fatta, ma è maledettamente vera! Penso che quasi tutti la considerino una cosa giusta, ma poi dal dire al fare c'è un abisso e ci ritroviamo a non cogliere le occasioni e ad aver rinunciato a delle cose, anche banali, che portano a dei rimorsi enormi e, in certi casi, conseguenze importanti. A volte per orgoglio, a volte per il poco coraggio, ci ritroviamo a guardare il treno che parte senza di noi, e solo quando è già troppo lontano ci accorgiamo che era uno di quei treni che passano una sola volta nella vita. Tutti abbiamo dei rimorsi ( io la prima ) che, solo dopo ci sembra che li avremo potuti evitare e allora iniziamo a dire: "se potessi tornare indietro nel tempo...bla bla bla..", tutte quelle fesserie che ci tengono occupato il cervello per ore e magari nel mentre sta partendo un altro treno e noi sempre a terra. Tanto lo sappiamo che indietro non ci possiamo tornare! Io son la prima che pensa queste cose, magari sarei stata migliore, avrei fatto cose migliori e avrei avuto cose migliori, ma poteva andare anche peggio! Ma questa seconda opzione non è chiara a tutti e così escono fuori le persone depresse e i link odiosi su facebook -__-"
Poi, come se non bastassero le colpe che ci lanciamo addosso a noi stessi, iniziamo a prendercela col destino, con qualche Dio e con la fortuna, che poi, se esistessero realmente non avremo certo tutti questi rimorsi.. ( e se esistono ci credo che non ci caghino molto dopo tutte le cose che gli tiriamo! :) ). Comunque sia, inizia un circolo vizioso con i rimorsi, i complessi, le seghe mentali, le depressioni che portano a nuove occasioni perse, nuovi rimorsi e così via fino ad accamparci nelle stazioni di quei treni che guardiamo sperando di poterci salire, quando invece basterebbe svegliarsi un pò e salirci sul serio. Io cerco di non perdermi nessuna occasione se la ritengo buona, poi magari mentre sono su un treno ne passa affianco uno che può sembrare migliore ma vabbè, almeno non sono ferma nella stazione a rodermi il fegato!
Più che altro non riesco a capire quelle persone a cui sembra piacere stare a terra. Sarà pure una questione di carattere ma vedono solo il lato negativo delle cose e se non c'è lo creano loro! Oddio, non è bello prendere le cose brutte come belle, ma prendere quelle belle come brutte è molto peggio! Perchè dobbiamo andare a pensare che se usciamo per strada ci possono investire, o ci rapinano, o ci cade un lampo in testa! Non è meglio pensare che troveremo 100mila euro per terra o che incontreremo per caso george clooney?! Un minimo di ottimismo non guasta..! ..o almeno di equilibrio.. E' pure vero che stare male ci farà stare bene per apprezzare le cose belle della vita, ma già ci penserà di certo qualcun'altro a farci stare male, non c'è bisogno che ce ne aggiungiamo pure noi! E che cavolo, se c'è un vero motivo va bene ma se no perché continuano a piangersi addosso?! Glielo darei di persona un motivo valido per stare male così capiscono che quando accade sul serio non è così divertente! A parte che non c'è bisogno di ammorbare il primo malcapitato per delle tragedie inesistenti a meno che non si voglia veramente un aiuto per essere tirati su, ma capita sempre che l'intenzione sia quella di trascinare giù anche gli altri a piangere in compagnia. E poi le persone così sono sempre quelle a cui se chiedi ogni giorno cosa le fanno stare male ti danno sempre la stessa risposta: "non lo so, ho una vita di merda, nessuno mi vuole, il mondo ce l'ha con me......" Aiò mi che il mondo non sta pensando a voi e chi ha veramente una vita di merda fa di tutto per migliorarla, non passa certo ore a scegliere la prossima vittima da affogare nelle lacrime..!
Sono uscita un pò fuori tema ma parte tutto sempre da lì: le occasioni vanno prese al volo senza rinviare e senza rifletterci più del dovuto perché non ci aspetterà mai nessuno in eterno.. e se va male almeno ci avremo provato, ma se va bene potrebbe essere la svolta o per lo meno smetteremo di iniziare le frasi al passato con "se..".
Dopo questa perla di saggezza vi saluto :) e vi invito a non riempirmi la home di facebook con quei link depressi..se trovo chi li inventa......! :)

mercoledì 23 marzo 2011

I giapponesi non sono macchine!

Sappiamo già tutti cosa è successo in Giappone e non starò qui a spiegarlo anch'io, però mi sembra doveroso spendere qualche riga per loro e per descrivere il mio punto di vista rispetto a certe cose, a parer mio assurde, che ho sentito in televisione. I giornalisti non fanno che parlare della sorprendente reazione dei giapponesi che essendo preparati a situazioni del genere si sono saputi comportare nel modo giusto. Questo è maledettamente vero! Noi saremo entrati nel panico totale e ci saremo messi a correre urlando incontro al pericolo ( io per prima !). Ma ciò che mi da fastidio è quando dicono che sono rimasti tranquillissimi e lo sono tuttora! Ma dai, sono giapponesi non pietre! Non possono non soffrire per le perdite che hanno avuto e per il casino che è successo e il fatto che abbiano un autocontrollo non indifferente non significa che non abbiano avuto paura e che non ne abbiano ancora adesso! Boh secondo me li vedono come esserini strani programmati come robot per inventarsi cose inutili da mettere in commercio e che non provano niente.. Come fanno ad essere tranquilli se la metà sono morti e quelli che sono rimasti sono attaccati a un filo collegato alla centrale! Vorrei entrare nella testa di quella giornalista per capire le stronzate che dice.. e anche nella testa di quelli che sono a favore del nucleare da noi! Ma non si rendono conto che se succede una cosa come in Giappone da noi facciamo affondare l'Italia?! O pensano che abbiamo lo spirito di squadra come i giapponesi? Non riusciamo nemmeno a batterci contro un idiota che ci spreme per andarsene a tr*ie! Stiamo veramente diventando ridicoli.. e con centrale o senza, se continuiamo così affondiamo comunque..
Ma non voglio finirla a parlare dell'Italia.. mi auguro che il Giappone si riprenda presto perché è un popolo veramente magnifico!
Ovviamente questo post è dedicato principalmente ai pochi giapponesi che entrano nel mio blog :) un abbraccio!

Il massaggio cardiaco

Dopo le varie cavolate che vi scrivo, oggi voglio prendere un argomento serio: il massaggio cardiaco, perché in molti casi è l'unica salvezza di vita e, a parer mio, è troppo poco diffuso in proporzione alle situazioni di arresto cardiaco che si riscontrano nel mondo ( circa 1 ogni 1000 abitanti l'anno ). Non imparerete certo ad effettuare un massaggio cardiaco efficace solo leggendo qui, infatti è un bel pò complicato da spiegare solo a parole e anche perché é una cosa di cui bisogna avere un minimo di esperienza poiché ogni piccolo errore può servire a peggiorare la situazione. A questo scopo ci sono dei corsi di BLS che insegnano appunto ad effettuare il massaggio cardiaco. Io, avendo lavorato nel 118, ho la qualifica del BLS-D, che oltre il massaggio manuale, prevede anche l'uso del defibrillatore, che può essere usato appunto, solo da chi possiede quest'attestato. Non starò quindi a spiegarvi come usare il defibrillatore perché non vi servirebbe a nulla, piuttosto il massaggio cardiaco manuale che è determinante prima della disponibilità del defibrillatore.
Questo va fatto subito dopo aver chiamato il 118 perché da solo non basta, infatti è un intervento che ha lo scopo di sostenere la respirazione e la circolazione e quindi di creare un circolo artificiale per prevenire i danni cerebrali, ma non di correggerne le cause. Fondamentale è la tempestività, infatti le probabilità di sopravvivenza diminuiscono circa del 10% ogni minuto, quindi dopo 10 minuti sono pressoché nulle. Inoltre, dopo circa 4 minuti iniziano a verificarsi i danni al cervello per la mancanza di ossigeno che dopo gli 8 minuti diventano irreversibili. Tuttavia, in questi pochi minuti non ci sono poche cose da fare, e la prontezza e la sicurezza dell'operatore devono garantire la riduzione dei tempi nella preparazione al massaggio, sfruttando ogni secondo.
La prima cosa da fare è mettere in sicurezza il paziente allontanandolo da eventuali pericoli, ma se i pericoli non ci sono, non va spostato eccetto per metterlo nella posizione adatta al massaggio. Subito dopo essersi assicurati che il soggetto non è coscente ( scuotendolo e chiamandolo ) e che non c'è battito, bisogna sdraiarlo su un piano rigido ( per terra ) e liberare le vie aeree osturate dalla lingua ( che poiché è un muscolo, cadrà all'indietro per ipotonia muscolare ). Per fare questo bisogna procedere con l'iperestensione del capo, mettendo una mano sulla fronte e spingendo all'indietro la testa, e il sollevamento del mento, che va fatto con due dita messe nella parte ossea del mento spingendo verso l'alto. Da questa posizione possiamo valutare l'attività respiratoria con una manovra chiamata GAS che va fatta avvicinando la nostra guancia alla sua bocca: Guardare se ci sono movimenti del torace; Ascoltare se ci sono rumori respiratori; Sentire se esce aria dalla bocca. Come ho già detto, tutto questo va fatto in pochi minuti ( 1 o 2 ) e se ci si rende conto che la vittima è in stato di arresto si inizia il massaggio vero e proprio. Per fare questo ci si deve inginocchiare, con le gambe divaricate, a fianco al paziente, poggiare il palmo della mano in mezzo al torace e intrecciare le dita con l'altra mano ( cioè quando abbiamo una mano posizionata, sovrapponiamo l'altra e chiudiamo le dita della mano in alto tra le dita di quella in basso che invece devono rimanere distese ). Bisogna stare attenti a non premere sulle coste, ma sullo sterno. La posizione corretta può essere difficile da trovare ( io mi immaginavo il punto di incrocio tra due linee: una dal naso all'ombelico e l'altra da una mammella all'altra ). La forza delle compressioni non deve essere scaricata dalle mani o dalle braccia, ma dalle spalle tenendo le braccia ben tese e deve far scendere il torace di 4-5 cm. Il ritmo dev'essere continuo di 100 compressioni al minuto con la stessa durata tra la compressione e il rilascio. Ogni 30 compressioni va fatta la ventilazione artificiale ( bocca-bocca in mancanza di maschera ) che prevede 2 insufflazioni d'aria. Per fare quella bocca-bocca bisogna tappare bene le narici della vittima con una mano e posizionare la nostra bocca in modo tale da chiudere completamente la sua ed evitare che l'aria esca fuori mentre "soffiamo". In realtà non dobbiamo assolutamente soffiare, ma mandare l'aria nei suoi polmoni con la stessa forza e velocità con cui inspiriamo normalmente ( la vittima dev'essere sempre in iperestensione ). Intanto guardiamo che l'aria vada a gonfiare il torace e non lo stomaco! ( se si gonfia lo stomaco vuol dire che i polmoni sono tappati ). Quindi fare questo per due volte e riprendere il massaggio. Ogni 4 cicli di massaggio ( cioè ogni 30:2 fatte 4 volte ) è opportuno ripetere il GAS e verificare se il battito non c'è ancora. E' neccessario continuare il massaggio fino all'arrivo del 118 che provvederà a fare una rianimazione più completa col defibrillatore. Il massaggio può richiedere molto tempo prima che si verifichino risultati positivi che comunque sono molto rari ( si calcola solo circa il 2% di sopravvivenza in seguito ad arresto cardiaco dopo rianimazione con defibrillatore ). La cosa più importante è comunque il tempo: sia il tempo dall'arresto al massaggio, sia il tempo dall'arresto al massaggio col defibrillatore ( maggiore sarà il tempo, maggiore sarà il rischio di morte ). Ovviamente conta anche se il massaggio è stato fatto bene.
Questo è tutto. Tenete presente che io vi ho descritto in sintesi solo ciò che ricordo anche se spero che non vi serva mai in concreto, e spero di non doverlo più fare nemmeno io! Comunque se siete interessati è meglio fare il corso perché secondo me se ci fosse più gente che conosce queste manovre, si alzerebbero le percentuali di sopravvivenza e non ci sentiremo impotenti difronte ad una situazione del genere. Il primo passo sarebbe rendere questi corsi gratuiti per tutti e obbligatori per professioni come i maestri ecc, ma di questo non mi devo lamentare con voi..
Spero che ci abbiate capito qualcosa e se avete domande cercatemi pure :)
A presto..

sabato 19 marzo 2011

Contularjare!

Contularjare, tradotto: spettegolare, è il passatempo preferito di molte persone oltre che la ragione di vita delle signore anziane all'ultima moda. Nei paesini sopratutto, si formano dei veri e propri club delle infinite persone che condividono quest'arte tanto discreta quanto intelligente. E' incredibile come la mente umana riesca a trasformare le informazioni ed autoconvincersi che siano reali.
Gli ingredienti segreti però, sono di proprietà delle vecchiette che istruiscono i nuovi iscritti al club, sopratutto le ragazze che hanno dei buchi di tempo nelle loro giornate e nelle loro teste da riempire, tramandando i metodi e i piani d'azione più efficaci. Purtroppo non tutti siamo portati per questo mestiere, bisogna essere predisposti per imparare le tecniche e avere una fantasia spiccata per metterle in atto. Non è noto a tutti come agiscano queste investigatrici, si pensa che si introducano in incognito in mezzo alla gente normale per estrapolare informazioni utili da sottoporre a variazioni radicali e di gruppo. Le più esperte però passano inosservate perché sono dotate di un impianto di amplificazione installato nell'orecchio che permette di compiere il loro dovere anche a distanza e che tengono continuamente allenato per non perderne l'efficacia. Ma questa dote innata non è unicamente femminile infatti, sopratutto in tarda età, anche gli uomini si specializzano in questo campo risvegliando la loro fantasia e riunendosi in altri club che non hanno niente da invidiare a quelli femminili.
Come tutti gli sport, anche questo è alimentato dalla sfida tra gli iscritti stessi del club, il cui scopo è trovare per primi le informazioni da discutere con gli altri partecipanti. Ma le regole del gioco sono chiare e prevedono delle alternative in caso di sconfitta: se mancano le novità, si possono inventare, così da rendere tutti felici e vincitori ( tranne i protagonisti delle storie! ). Oltre tutto, da loro ci vengono offerte delle coreografie uniche sui vari muretti del paese che si riempiono di abiti neri in fila, tipo gli uccelli sui fili della corrente, e che ci fanno vivere il senso del paese vero. Il bello di questo lavoro è che non prevede responsabilità per nessuno poiché questa viene divisa tra i vari partecipanti e la fonte si dissolve tra loro. In questo modo è garantita la difesa per la sopravivenza del gruppo e la diffusione di quest'arte intramontabile le cui origini risalgono alla comparsa dell'uomo ( più che altro della donna ). L'organizzazione e la complicità che si instaura tra i membri ci rasserena perché ci assicura che non è una specie in via di estinzione e non lo sarà mai.
Ringraziamo calorosamente queste persone così altruiste che ci comunicano gentilmente parti della nostra vita che non conosciamo nemmeno noi e che rendono più interessanti le poche cose vere che ci riguardano combattendo la monotonia e la noia in un modo così semplice e "innocuo"! :D

venerdì 18 marzo 2011

Il linguaggio del corpo.

Io ho sempre sognato di poter capire cosa pensano le persone, cosa provano realmente quando parlano, capire se mentono o se sono interessati a me.. L'ideale sarebbe leggere il pensiero ma credo che per arrivare a poterlo fare dovremo rinascere in un film di Stan Lee e Jack Kirby! In alternativa c'è chi dice che dal linguaggio del corpo, quindi non verbale, si può capire molto. Io sono un pò diffidente perché credo che ognuno abbia un modo unico di gestire il linguaggio non verbale, quindi le emozioni, le espressioni ecc, ma in linea di massima ho potuto notare delle somiglianze e dei gesti abbastanza universali perché involontari. Sulle varie ricerche che ho fatto su quest'argomento ho trovato molto sulle espressioni facciali, lo sguardo in particolare, i movimenti delle mani e la postura. La maggior parte sono tutte cose abbastanza ovvie, come il fatto che se uno è interessato a te ti guarda o si aggiusta la camicia e i capelli ( che novità.. ), oppure se non è interessato tende ad allontanarsi o a spostare lo sguardo da un'altra parte.
Cose più interessanti invece riguardano le mani e le pupille. Dopo aver letto ho provato a verificare sulle persone appena conosciute e posso dire che nella maggior parte dei casi sono "vere". Per esempio se si è seduti attorno a un tavolo a parlare e lui sposta gli oggetti verso di te dovrebbe voler dire che non gli interessa il discorso, e viceversa se li sposta di fianco. Cioè spostando gli oggetti in questo modo (di fianco) lui involontariamente sta liberando lo spazio che vi divide e sta togliendo gli ostacoli per arrivare a voi. Non credo che sia sempre valido comunque, ovviamente se sta semplicemente liberando un tavolo non vuol dire niente di più che fare ordine!
Però con un pò di allenamento si possono trarre conclusioni e capire perché viene fatto quel gesto, importante è anche tenere in considerazione il contesto e l'ambiente circostante. Ciò che mi ha interessato di più però sono gli occhi, e penso che lo sguardo parli veramente più delle parole. Le pupille infatti si dilatano al piacere e all'imbarazzo e non possono essere controllate quindi nemmeno camuffatte. ( sappiamo che si dilatano anche con la variazione di luce quindi bisogna stare attenti all'ambiente ). Anche in questo caso comunque l'osservatore dev'essere un bravo osservatore poiché non è facile notarle o notarle senza farsi notare.
Insomma tutto stà nell'osservare e nel fare molte prove per poter interpretare il linguaggio del corpo nel modo giusto. Queste sono solo cose di cui mi sono convinta e che provo a osservare con tutti quelli che mi circondano, ma può darsi che siano solo, appunto, delle mie convinzioni, se c'è qualcuno che ne capisce un pò più di me mi corregga.. :)