Uno dei miei sogni da bambina era di poter parlare con gli animali....il mio cane mi capiva, si faceva capire, eppure non faceva di più che abbaiare..! Dal momento che non era il mio cane ad essere disabile ma che nessun animale parlava, capii che forse era una cosa dovuta a qualche differenza fisica tra noi e loro. Questo era confermato dal fatto che avevano un apprendimento sviluppato almeno quanto lo è quello dei bambini e, dato che anche il linguaggio viene appreso, rimaneva solo la prima opzione.
Non ero l'unica pazza con questi pensieri, infatti la questione "linguaggio animale" era, e penso sia tuttora, oggetto di studio di molti che sicuramente hanno modo di sperimentare e trarre teorie più accurate di quante ne avevo io a 5 anni! :) Tuttavia, in linea generale, non mi sbagliavo.. gli animali, o almeno alcuni, hanno in teoria l'intelligenza e le capacità di apprendimento per poter comunicare col linguaggio umano, ma non gli è permesso dalla natura del loro canale fonatorio. Le scimmie in particolare, hanno dimostrato queste particolarità riuscendo ad impadronirsi del linguaggio dei segni in modo quasi perfetto, riuscendo a comunicare con le persone quasi allo stesso modo di come ci riescono i sordomuti che usano lo stesso linguaggio. Questo "quasi" ricorrente è dovuto al fatto che pur essendo in grado di usare il linguaggio in modo appropriato e di rispettare persino la regola soggetto-verbo-oggetto, le loro frasi risultano essere molto brevi e incomparabili a ciò che riesce a fare un bambino. Ma anche questo può essere dovuto a una differenza a livello di memoria che limita le loro capacità di andare oltre un certo numero di nessi. Un'altra cosa che dimostra la loro capacità di apprendimento è il fatto che i cuccioli di madri che usano il linguaggio dei segni, riescono ad imparare il medesimo linguaggio per imitazione ( come fanno i bambini della nostra specie ) senza l'intervento di persone.
La cosa che mi ha sorpreso è proprio questa.. sopratutto per il fatto che loro riescono ad apprendere un linguaggio anche dopo una certa età, a differenza nostra che, se non impariamo a parlare entro i 7-8 anni di vita, ci verrà molto difficile farlo dopo.
Comunque sia, non saranno pure in grado di articolare le nostre parole, ma certamente riescono a comunicare talmente bene che noi abbiamo poco da insegnargli! :)
mercoledì 4 maggio 2011
lunedì 11 aprile 2011
Facebook è una droga..
...e su questo non ci piove..!
Però potrei aggiungere che è una bella droga e che ha i suoi lati positivi. A me son sempre piaciuti i social network, ma li abbandonavo dopo poco tempo..facebook invece ha colto nel segno! In realtà non mi volevo nemmeno iscrivere, preferivo ( e preferisco tuttora ) la vita reale e la comunicazione faccia a faccia piuttosto che dietro a uno schermo. Eppure, dopo che mi hanno iscritto a "tranello", ho avuto la curiosità di vedere com'era, e da allora non c'è giorno che non entro. Mi sento anche un pò ridicola quando vado a cliccare sui numeretti rossi delle notifiche o dei messaggi perchè ho la stessa sensazione di aprire un pacco regalo di natale..! Ma penso sia così per tutti, e per certi è anche peggio..c'è gente che passa tutto il giorno attaccata a facebook.. e tutti i giorni! A volte mi chiedo veramente cosa facciano in tutto quel tempo..
Comunque sia siamo un popolo di facebookiani infinito e questo è una cosa buona secondo me perchè ci si confronta, si fa amicizia, si "parla" con gente nuova ecc..anche se sempre dietro a un computer..
L'amicizia rimane però una cosa ambigua.. A mio parere l'obbiettivo di molti è la popolarità più che l'amicizia, mi riferisco a quelli che hanno 5000 amici e non sanno nemmeno chi sono..! Però anche questo può essere una cosa positiva, sopratutto per chi non riesce ad essere popolare nella vita reale, oppure per chi lo è anche nella realtà e vuole continuare ad esserlo. Ormai non si chiede più il numero di telefono, ora si dice: "ci sei su facebook?"..io la prima.. e se uno dice di no passa per l'alieno di turno!
Ad ogni modo è un bello svago, ce n'è veramente per tutti.. è un posto per chi vuole conoscere nuove persone, per chi vuole farsi i cavoli degli altri, per i più tradizionalisti che lo usano per comunicare in modo tecnologico e moderno con chi vedono ogni giorno, e anche per chi è in cerca d'amore. Quest'ultima parte sembra sia un punto forte, non c'è single che non sia su facebook e se non c'è rimarrà single a vita! Il corteggiamento adesso non è più andare a guardare un tramonto, è diventato taggare in un link, e i romantici non sono più quelli che lanciano le pietroline alla finestra la notte, sono quelli che disegnano i cuori nelle frasi.. Dio mio! Sarà che anche se son nata in un'era tecnologicamente già avanzata, ho vissuto queste cose fuori da un computer e posso dire che non è la stessa cosa!
A parte il fatto che abituati come siamo a comunicare in questo modo, quando per sbaglio parliamo di persona quasi quasi ci ritroviamo a cercare il tasto "mi piace", e ci mettiamo un'ora a scegliere il "commento" migliore da lasciare..
Ci hanno proprio preso la testa! Ma non mi ribellerò di certo..perchè se usato bene facebook è un mondo aperto e conoscere gente nuova non fa mai male, anche se "conoscere" in questo caso è un parolone, anche un pò fuori luogo..diciamo che potrebbe essere un punto di partenza per conoscere realmente qualcuno..
Però potrei aggiungere che è una bella droga e che ha i suoi lati positivi. A me son sempre piaciuti i social network, ma li abbandonavo dopo poco tempo..facebook invece ha colto nel segno! In realtà non mi volevo nemmeno iscrivere, preferivo ( e preferisco tuttora ) la vita reale e la comunicazione faccia a faccia piuttosto che dietro a uno schermo. Eppure, dopo che mi hanno iscritto a "tranello", ho avuto la curiosità di vedere com'era, e da allora non c'è giorno che non entro. Mi sento anche un pò ridicola quando vado a cliccare sui numeretti rossi delle notifiche o dei messaggi perchè ho la stessa sensazione di aprire un pacco regalo di natale..! Ma penso sia così per tutti, e per certi è anche peggio..c'è gente che passa tutto il giorno attaccata a facebook.. e tutti i giorni! A volte mi chiedo veramente cosa facciano in tutto quel tempo..
Comunque sia siamo un popolo di facebookiani infinito e questo è una cosa buona secondo me perchè ci si confronta, si fa amicizia, si "parla" con gente nuova ecc..anche se sempre dietro a un computer..
L'amicizia rimane però una cosa ambigua.. A mio parere l'obbiettivo di molti è la popolarità più che l'amicizia, mi riferisco a quelli che hanno 5000 amici e non sanno nemmeno chi sono..! Però anche questo può essere una cosa positiva, sopratutto per chi non riesce ad essere popolare nella vita reale, oppure per chi lo è anche nella realtà e vuole continuare ad esserlo. Ormai non si chiede più il numero di telefono, ora si dice: "ci sei su facebook?"..io la prima.. e se uno dice di no passa per l'alieno di turno!
Ad ogni modo è un bello svago, ce n'è veramente per tutti.. è un posto per chi vuole conoscere nuove persone, per chi vuole farsi i cavoli degli altri, per i più tradizionalisti che lo usano per comunicare in modo tecnologico e moderno con chi vedono ogni giorno, e anche per chi è in cerca d'amore. Quest'ultima parte sembra sia un punto forte, non c'è single che non sia su facebook e se non c'è rimarrà single a vita! Il corteggiamento adesso non è più andare a guardare un tramonto, è diventato taggare in un link, e i romantici non sono più quelli che lanciano le pietroline alla finestra la notte, sono quelli che disegnano i cuori nelle frasi.. Dio mio! Sarà che anche se son nata in un'era tecnologicamente già avanzata, ho vissuto queste cose fuori da un computer e posso dire che non è la stessa cosa!
A parte il fatto che abituati come siamo a comunicare in questo modo, quando per sbaglio parliamo di persona quasi quasi ci ritroviamo a cercare il tasto "mi piace", e ci mettiamo un'ora a scegliere il "commento" migliore da lasciare..
Ci hanno proprio preso la testa! Ma non mi ribellerò di certo..perchè se usato bene facebook è un mondo aperto e conoscere gente nuova non fa mai male, anche se "conoscere" in questo caso è un parolone, anche un pò fuori luogo..diciamo che potrebbe essere un punto di partenza per conoscere realmente qualcuno..
mercoledì 30 marzo 2011
Carpe Diem!
"E' meglio pentirsi di aver fatto una cosa che rimpiangere di non averla fatta."
E' una frase fatta, ma è maledettamente vera! Penso che quasi tutti la considerino una cosa giusta, ma poi dal dire al fare c'è un abisso e ci ritroviamo a non cogliere le occasioni e ad aver rinunciato a delle cose, anche banali, che portano a dei rimorsi enormi e, in certi casi, conseguenze importanti. A volte per orgoglio, a volte per il poco coraggio, ci ritroviamo a guardare il treno che parte senza di noi, e solo quando è già troppo lontano ci accorgiamo che era uno di quei treni che passano una sola volta nella vita. Tutti abbiamo dei rimorsi ( io la prima ) che, solo dopo ci sembra che li avremo potuti evitare e allora iniziamo a dire: "se potessi tornare indietro nel tempo...bla bla bla..", tutte quelle fesserie che ci tengono occupato il cervello per ore e magari nel mentre sta partendo un altro treno e noi sempre a terra. Tanto lo sappiamo che indietro non ci possiamo tornare! Io son la prima che pensa queste cose, magari sarei stata migliore, avrei fatto cose migliori e avrei avuto cose migliori, ma poteva andare anche peggio! Ma questa seconda opzione non è chiara a tutti e così escono fuori le persone depresse e i link odiosi su facebook -__-"
Poi, come se non bastassero le colpe che ci lanciamo addosso a noi stessi, iniziamo a prendercela col destino, con qualche Dio e con la fortuna, che poi, se esistessero realmente non avremo certo tutti questi rimorsi.. ( e se esistono ci credo che non ci caghino molto dopo tutte le cose che gli tiriamo! :) ). Comunque sia, inizia un circolo vizioso con i rimorsi, i complessi, le seghe mentali, le depressioni che portano a nuove occasioni perse, nuovi rimorsi e così via fino ad accamparci nelle stazioni di quei treni che guardiamo sperando di poterci salire, quando invece basterebbe svegliarsi un pò e salirci sul serio. Io cerco di non perdermi nessuna occasione se la ritengo buona, poi magari mentre sono su un treno ne passa affianco uno che può sembrare migliore ma vabbè, almeno non sono ferma nella stazione a rodermi il fegato!
Più che altro non riesco a capire quelle persone a cui sembra piacere stare a terra. Sarà pure una questione di carattere ma vedono solo il lato negativo delle cose e se non c'è lo creano loro! Oddio, non è bello prendere le cose brutte come belle, ma prendere quelle belle come brutte è molto peggio! Perchè dobbiamo andare a pensare che se usciamo per strada ci possono investire, o ci rapinano, o ci cade un lampo in testa! Non è meglio pensare che troveremo 100mila euro per terra o che incontreremo per caso george clooney?! Un minimo di ottimismo non guasta..! ..o almeno di equilibrio.. E' pure vero che stare male ci farà stare bene per apprezzare le cose belle della vita, ma già ci penserà di certo qualcun'altro a farci stare male, non c'è bisogno che ce ne aggiungiamo pure noi! E che cavolo, se c'è un vero motivo va bene ma se no perché continuano a piangersi addosso?! Glielo darei di persona un motivo valido per stare male così capiscono che quando accade sul serio non è così divertente! A parte che non c'è bisogno di ammorbare il primo malcapitato per delle tragedie inesistenti a meno che non si voglia veramente un aiuto per essere tirati su, ma capita sempre che l'intenzione sia quella di trascinare giù anche gli altri a piangere in compagnia. E poi le persone così sono sempre quelle a cui se chiedi ogni giorno cosa le fanno stare male ti danno sempre la stessa risposta: "non lo so, ho una vita di merda, nessuno mi vuole, il mondo ce l'ha con me......" Aiò mi che il mondo non sta pensando a voi e chi ha veramente una vita di merda fa di tutto per migliorarla, non passa certo ore a scegliere la prossima vittima da affogare nelle lacrime..!
Sono uscita un pò fuori tema ma parte tutto sempre da lì: le occasioni vanno prese al volo senza rinviare e senza rifletterci più del dovuto perché non ci aspetterà mai nessuno in eterno.. e se va male almeno ci avremo provato, ma se va bene potrebbe essere la svolta o per lo meno smetteremo di iniziare le frasi al passato con "se..".
Dopo questa perla di saggezza vi saluto :) e vi invito a non riempirmi la home di facebook con quei link depressi..se trovo chi li inventa......! :)
E' una frase fatta, ma è maledettamente vera! Penso che quasi tutti la considerino una cosa giusta, ma poi dal dire al fare c'è un abisso e ci ritroviamo a non cogliere le occasioni e ad aver rinunciato a delle cose, anche banali, che portano a dei rimorsi enormi e, in certi casi, conseguenze importanti. A volte per orgoglio, a volte per il poco coraggio, ci ritroviamo a guardare il treno che parte senza di noi, e solo quando è già troppo lontano ci accorgiamo che era uno di quei treni che passano una sola volta nella vita. Tutti abbiamo dei rimorsi ( io la prima ) che, solo dopo ci sembra che li avremo potuti evitare e allora iniziamo a dire: "se potessi tornare indietro nel tempo...bla bla bla..", tutte quelle fesserie che ci tengono occupato il cervello per ore e magari nel mentre sta partendo un altro treno e noi sempre a terra. Tanto lo sappiamo che indietro non ci possiamo tornare! Io son la prima che pensa queste cose, magari sarei stata migliore, avrei fatto cose migliori e avrei avuto cose migliori, ma poteva andare anche peggio! Ma questa seconda opzione non è chiara a tutti e così escono fuori le persone depresse e i link odiosi su facebook -__-"
Poi, come se non bastassero le colpe che ci lanciamo addosso a noi stessi, iniziamo a prendercela col destino, con qualche Dio e con la fortuna, che poi, se esistessero realmente non avremo certo tutti questi rimorsi.. ( e se esistono ci credo che non ci caghino molto dopo tutte le cose che gli tiriamo! :) ). Comunque sia, inizia un circolo vizioso con i rimorsi, i complessi, le seghe mentali, le depressioni che portano a nuove occasioni perse, nuovi rimorsi e così via fino ad accamparci nelle stazioni di quei treni che guardiamo sperando di poterci salire, quando invece basterebbe svegliarsi un pò e salirci sul serio. Io cerco di non perdermi nessuna occasione se la ritengo buona, poi magari mentre sono su un treno ne passa affianco uno che può sembrare migliore ma vabbè, almeno non sono ferma nella stazione a rodermi il fegato!
Più che altro non riesco a capire quelle persone a cui sembra piacere stare a terra. Sarà pure una questione di carattere ma vedono solo il lato negativo delle cose e se non c'è lo creano loro! Oddio, non è bello prendere le cose brutte come belle, ma prendere quelle belle come brutte è molto peggio! Perchè dobbiamo andare a pensare che se usciamo per strada ci possono investire, o ci rapinano, o ci cade un lampo in testa! Non è meglio pensare che troveremo 100mila euro per terra o che incontreremo per caso george clooney?! Un minimo di ottimismo non guasta..! ..o almeno di equilibrio.. E' pure vero che stare male ci farà stare bene per apprezzare le cose belle della vita, ma già ci penserà di certo qualcun'altro a farci stare male, non c'è bisogno che ce ne aggiungiamo pure noi! E che cavolo, se c'è un vero motivo va bene ma se no perché continuano a piangersi addosso?! Glielo darei di persona un motivo valido per stare male così capiscono che quando accade sul serio non è così divertente! A parte che non c'è bisogno di ammorbare il primo malcapitato per delle tragedie inesistenti a meno che non si voglia veramente un aiuto per essere tirati su, ma capita sempre che l'intenzione sia quella di trascinare giù anche gli altri a piangere in compagnia. E poi le persone così sono sempre quelle a cui se chiedi ogni giorno cosa le fanno stare male ti danno sempre la stessa risposta: "non lo so, ho una vita di merda, nessuno mi vuole, il mondo ce l'ha con me......" Aiò mi che il mondo non sta pensando a voi e chi ha veramente una vita di merda fa di tutto per migliorarla, non passa certo ore a scegliere la prossima vittima da affogare nelle lacrime..!
Sono uscita un pò fuori tema ma parte tutto sempre da lì: le occasioni vanno prese al volo senza rinviare e senza rifletterci più del dovuto perché non ci aspetterà mai nessuno in eterno.. e se va male almeno ci avremo provato, ma se va bene potrebbe essere la svolta o per lo meno smetteremo di iniziare le frasi al passato con "se..".
Dopo questa perla di saggezza vi saluto :) e vi invito a non riempirmi la home di facebook con quei link depressi..se trovo chi li inventa......! :)
mercoledì 23 marzo 2011
I giapponesi non sono macchine!
Sappiamo già tutti cosa è successo in Giappone e non starò qui a spiegarlo anch'io, però mi sembra doveroso spendere qualche riga per loro e per descrivere il mio punto di vista rispetto a certe cose, a parer mio assurde, che ho sentito in televisione. I giornalisti non fanno che parlare della sorprendente reazione dei giapponesi che essendo preparati a situazioni del genere si sono saputi comportare nel modo giusto. Questo è maledettamente vero! Noi saremo entrati nel panico totale e ci saremo messi a correre urlando incontro al pericolo ( io per prima !). Ma ciò che mi da fastidio è quando dicono che sono rimasti tranquillissimi e lo sono tuttora! Ma dai, sono giapponesi non pietre! Non possono non soffrire per le perdite che hanno avuto e per il casino che è successo e il fatto che abbiano un autocontrollo non indifferente non significa che non abbiano avuto paura e che non ne abbiano ancora adesso! Boh secondo me li vedono come esserini strani programmati come robot per inventarsi cose inutili da mettere in commercio e che non provano niente.. Come fanno ad essere tranquilli se la metà sono morti e quelli che sono rimasti sono attaccati a un filo collegato alla centrale! Vorrei entrare nella testa di quella giornalista per capire le stronzate che dice.. e anche nella testa di quelli che sono a favore del nucleare da noi! Ma non si rendono conto che se succede una cosa come in Giappone da noi facciamo affondare l'Italia?! O pensano che abbiamo lo spirito di squadra come i giapponesi? Non riusciamo nemmeno a batterci contro un idiota che ci spreme per andarsene a tr*ie! Stiamo veramente diventando ridicoli.. e con centrale o senza, se continuiamo così affondiamo comunque..
Ma non voglio finirla a parlare dell'Italia.. mi auguro che il Giappone si riprenda presto perché è un popolo veramente magnifico!
Ovviamente questo post è dedicato principalmente ai pochi giapponesi che entrano nel mio blog :) un abbraccio!
Ma non voglio finirla a parlare dell'Italia.. mi auguro che il Giappone si riprenda presto perché è un popolo veramente magnifico!
Ovviamente questo post è dedicato principalmente ai pochi giapponesi che entrano nel mio blog :) un abbraccio!
Il massaggio cardiaco
Dopo le varie cavolate che vi scrivo, oggi voglio prendere un argomento serio: il massaggio cardiaco, perché in molti casi è l'unica salvezza di vita e, a parer mio, è troppo poco diffuso in proporzione alle situazioni di arresto cardiaco che si riscontrano nel mondo ( circa 1 ogni 1000 abitanti l'anno ). Non imparerete certo ad effettuare un massaggio cardiaco efficace solo leggendo qui, infatti è un bel pò complicato da spiegare solo a parole e anche perché é una cosa di cui bisogna avere un minimo di esperienza poiché ogni piccolo errore può servire a peggiorare la situazione. A questo scopo ci sono dei corsi di BLS che insegnano appunto ad effettuare il massaggio cardiaco. Io, avendo lavorato nel 118, ho la qualifica del BLS-D, che oltre il massaggio manuale, prevede anche l'uso del defibrillatore, che può essere usato appunto, solo da chi possiede quest'attestato. Non starò quindi a spiegarvi come usare il defibrillatore perché non vi servirebbe a nulla, piuttosto il massaggio cardiaco manuale che è determinante prima della disponibilità del defibrillatore.
Questo va fatto subito dopo aver chiamato il 118 perché da solo non basta, infatti è un intervento che ha lo scopo di sostenere la respirazione e la circolazione e quindi di creare un circolo artificiale per prevenire i danni cerebrali, ma non di correggerne le cause. Fondamentale è la tempestività, infatti le probabilità di sopravvivenza diminuiscono circa del 10% ogni minuto, quindi dopo 10 minuti sono pressoché nulle. Inoltre, dopo circa 4 minuti iniziano a verificarsi i danni al cervello per la mancanza di ossigeno che dopo gli 8 minuti diventano irreversibili. Tuttavia, in questi pochi minuti non ci sono poche cose da fare, e la prontezza e la sicurezza dell'operatore devono garantire la riduzione dei tempi nella preparazione al massaggio, sfruttando ogni secondo.
La prima cosa da fare è mettere in sicurezza il paziente allontanandolo da eventuali pericoli, ma se i pericoli non ci sono, non va spostato eccetto per metterlo nella posizione adatta al massaggio. Subito dopo essersi assicurati che il soggetto non è coscente ( scuotendolo e chiamandolo ) e che non c'è battito, bisogna sdraiarlo su un piano rigido ( per terra ) e liberare le vie aeree osturate dalla lingua ( che poiché è un muscolo, cadrà all'indietro per ipotonia muscolare ). Per fare questo bisogna procedere con l'iperestensione del capo, mettendo una mano sulla fronte e spingendo all'indietro la testa, e il sollevamento del mento, che va fatto con due dita messe nella parte ossea del mento spingendo verso l'alto. Da questa posizione possiamo valutare l'attività respiratoria con una manovra chiamata GAS che va fatta avvicinando la nostra guancia alla sua bocca: Guardare se ci sono movimenti del torace; Ascoltare se ci sono rumori respiratori; Sentire se esce aria dalla bocca. Come ho già detto, tutto questo va fatto in pochi minuti ( 1 o 2 ) e se ci si rende conto che la vittima è in stato di arresto si inizia il massaggio vero e proprio. Per fare questo ci si deve inginocchiare, con le gambe divaricate, a fianco al paziente, poggiare il palmo della mano in mezzo al torace e intrecciare le dita con l'altra mano ( cioè quando abbiamo una mano posizionata, sovrapponiamo l'altra e chiudiamo le dita della mano in alto tra le dita di quella in basso che invece devono rimanere distese ). Bisogna stare attenti a non premere sulle coste, ma sullo sterno. La posizione corretta può essere difficile da trovare ( io mi immaginavo il punto di incrocio tra due linee: una dal naso all'ombelico e l'altra da una mammella all'altra ). La forza delle compressioni non deve essere scaricata dalle mani o dalle braccia, ma dalle spalle tenendo le braccia ben tese e deve far scendere il torace di 4-5 cm. Il ritmo dev'essere continuo di 100 compressioni al minuto con la stessa durata tra la compressione e il rilascio. Ogni 30 compressioni va fatta la ventilazione artificiale ( bocca-bocca in mancanza di maschera ) che prevede 2 insufflazioni d'aria. Per fare quella bocca-bocca bisogna tappare bene le narici della vittima con una mano e posizionare la nostra bocca in modo tale da chiudere completamente la sua ed evitare che l'aria esca fuori mentre "soffiamo". In realtà non dobbiamo assolutamente soffiare, ma mandare l'aria nei suoi polmoni con la stessa forza e velocità con cui inspiriamo normalmente ( la vittima dev'essere sempre in iperestensione ). Intanto guardiamo che l'aria vada a gonfiare il torace e non lo stomaco! ( se si gonfia lo stomaco vuol dire che i polmoni sono tappati ). Quindi fare questo per due volte e riprendere il massaggio. Ogni 4 cicli di massaggio ( cioè ogni 30:2 fatte 4 volte ) è opportuno ripetere il GAS e verificare se il battito non c'è ancora. E' neccessario continuare il massaggio fino all'arrivo del 118 che provvederà a fare una rianimazione più completa col defibrillatore. Il massaggio può richiedere molto tempo prima che si verifichino risultati positivi che comunque sono molto rari ( si calcola solo circa il 2% di sopravvivenza in seguito ad arresto cardiaco dopo rianimazione con defibrillatore ). La cosa più importante è comunque il tempo: sia il tempo dall'arresto al massaggio, sia il tempo dall'arresto al massaggio col defibrillatore ( maggiore sarà il tempo, maggiore sarà il rischio di morte ). Ovviamente conta anche se il massaggio è stato fatto bene.
Questo è tutto. Tenete presente che io vi ho descritto in sintesi solo ciò che ricordo anche se spero che non vi serva mai in concreto, e spero di non doverlo più fare nemmeno io! Comunque se siete interessati è meglio fare il corso perché secondo me se ci fosse più gente che conosce queste manovre, si alzerebbero le percentuali di sopravvivenza e non ci sentiremo impotenti difronte ad una situazione del genere. Il primo passo sarebbe rendere questi corsi gratuiti per tutti e obbligatori per professioni come i maestri ecc, ma di questo non mi devo lamentare con voi..
Spero che ci abbiate capito qualcosa e se avete domande cercatemi pure :)
A presto..
Questo va fatto subito dopo aver chiamato il 118 perché da solo non basta, infatti è un intervento che ha lo scopo di sostenere la respirazione e la circolazione e quindi di creare un circolo artificiale per prevenire i danni cerebrali, ma non di correggerne le cause. Fondamentale è la tempestività, infatti le probabilità di sopravvivenza diminuiscono circa del 10% ogni minuto, quindi dopo 10 minuti sono pressoché nulle. Inoltre, dopo circa 4 minuti iniziano a verificarsi i danni al cervello per la mancanza di ossigeno che dopo gli 8 minuti diventano irreversibili. Tuttavia, in questi pochi minuti non ci sono poche cose da fare, e la prontezza e la sicurezza dell'operatore devono garantire la riduzione dei tempi nella preparazione al massaggio, sfruttando ogni secondo.
La prima cosa da fare è mettere in sicurezza il paziente allontanandolo da eventuali pericoli, ma se i pericoli non ci sono, non va spostato eccetto per metterlo nella posizione adatta al massaggio. Subito dopo essersi assicurati che il soggetto non è coscente ( scuotendolo e chiamandolo ) e che non c'è battito, bisogna sdraiarlo su un piano rigido ( per terra ) e liberare le vie aeree osturate dalla lingua ( che poiché è un muscolo, cadrà all'indietro per ipotonia muscolare ). Per fare questo bisogna procedere con l'iperestensione del capo, mettendo una mano sulla fronte e spingendo all'indietro la testa, e il sollevamento del mento, che va fatto con due dita messe nella parte ossea del mento spingendo verso l'alto. Da questa posizione possiamo valutare l'attività respiratoria con una manovra chiamata GAS che va fatta avvicinando la nostra guancia alla sua bocca: Guardare se ci sono movimenti del torace; Ascoltare se ci sono rumori respiratori; Sentire se esce aria dalla bocca. Come ho già detto, tutto questo va fatto in pochi minuti ( 1 o 2 ) e se ci si rende conto che la vittima è in stato di arresto si inizia il massaggio vero e proprio. Per fare questo ci si deve inginocchiare, con le gambe divaricate, a fianco al paziente, poggiare il palmo della mano in mezzo al torace e intrecciare le dita con l'altra mano ( cioè quando abbiamo una mano posizionata, sovrapponiamo l'altra e chiudiamo le dita della mano in alto tra le dita di quella in basso che invece devono rimanere distese ). Bisogna stare attenti a non premere sulle coste, ma sullo sterno. La posizione corretta può essere difficile da trovare ( io mi immaginavo il punto di incrocio tra due linee: una dal naso all'ombelico e l'altra da una mammella all'altra ). La forza delle compressioni non deve essere scaricata dalle mani o dalle braccia, ma dalle spalle tenendo le braccia ben tese e deve far scendere il torace di 4-5 cm. Il ritmo dev'essere continuo di 100 compressioni al minuto con la stessa durata tra la compressione e il rilascio. Ogni 30 compressioni va fatta la ventilazione artificiale ( bocca-bocca in mancanza di maschera ) che prevede 2 insufflazioni d'aria. Per fare quella bocca-bocca bisogna tappare bene le narici della vittima con una mano e posizionare la nostra bocca in modo tale da chiudere completamente la sua ed evitare che l'aria esca fuori mentre "soffiamo". In realtà non dobbiamo assolutamente soffiare, ma mandare l'aria nei suoi polmoni con la stessa forza e velocità con cui inspiriamo normalmente ( la vittima dev'essere sempre in iperestensione ). Intanto guardiamo che l'aria vada a gonfiare il torace e non lo stomaco! ( se si gonfia lo stomaco vuol dire che i polmoni sono tappati ). Quindi fare questo per due volte e riprendere il massaggio. Ogni 4 cicli di massaggio ( cioè ogni 30:2 fatte 4 volte ) è opportuno ripetere il GAS e verificare se il battito non c'è ancora. E' neccessario continuare il massaggio fino all'arrivo del 118 che provvederà a fare una rianimazione più completa col defibrillatore. Il massaggio può richiedere molto tempo prima che si verifichino risultati positivi che comunque sono molto rari ( si calcola solo circa il 2% di sopravvivenza in seguito ad arresto cardiaco dopo rianimazione con defibrillatore ). La cosa più importante è comunque il tempo: sia il tempo dall'arresto al massaggio, sia il tempo dall'arresto al massaggio col defibrillatore ( maggiore sarà il tempo, maggiore sarà il rischio di morte ). Ovviamente conta anche se il massaggio è stato fatto bene.
Questo è tutto. Tenete presente che io vi ho descritto in sintesi solo ciò che ricordo anche se spero che non vi serva mai in concreto, e spero di non doverlo più fare nemmeno io! Comunque se siete interessati è meglio fare il corso perché secondo me se ci fosse più gente che conosce queste manovre, si alzerebbero le percentuali di sopravvivenza e non ci sentiremo impotenti difronte ad una situazione del genere. Il primo passo sarebbe rendere questi corsi gratuiti per tutti e obbligatori per professioni come i maestri ecc, ma di questo non mi devo lamentare con voi..
Spero che ci abbiate capito qualcosa e se avete domande cercatemi pure :)
A presto..
sabato 19 marzo 2011
Contularjare!
Contularjare, tradotto: spettegolare, è il passatempo preferito di molte persone oltre che la ragione di vita delle signore anziane all'ultima moda. Nei paesini sopratutto, si formano dei veri e propri club delle infinite persone che condividono quest'arte tanto discreta quanto intelligente. E' incredibile come la mente umana riesca a trasformare le informazioni ed autoconvincersi che siano reali.
Gli ingredienti segreti però, sono di proprietà delle vecchiette che istruiscono i nuovi iscritti al club, sopratutto le ragazze che hanno dei buchi di tempo nelle loro giornate e nelle loro teste da riempire, tramandando i metodi e i piani d'azione più efficaci. Purtroppo non tutti siamo portati per questo mestiere, bisogna essere predisposti per imparare le tecniche e avere una fantasia spiccata per metterle in atto. Non è noto a tutti come agiscano queste investigatrici, si pensa che si introducano in incognito in mezzo alla gente normale per estrapolare informazioni utili da sottoporre a variazioni radicali e di gruppo. Le più esperte però passano inosservate perché sono dotate di un impianto di amplificazione installato nell'orecchio che permette di compiere il loro dovere anche a distanza e che tengono continuamente allenato per non perderne l'efficacia. Ma questa dote innata non è unicamente femminile infatti, sopratutto in tarda età, anche gli uomini si specializzano in questo campo risvegliando la loro fantasia e riunendosi in altri club che non hanno niente da invidiare a quelli femminili.
Come tutti gli sport, anche questo è alimentato dalla sfida tra gli iscritti stessi del club, il cui scopo è trovare per primi le informazioni da discutere con gli altri partecipanti. Ma le regole del gioco sono chiare e prevedono delle alternative in caso di sconfitta: se mancano le novità, si possono inventare, così da rendere tutti felici e vincitori ( tranne i protagonisti delle storie! ). Oltre tutto, da loro ci vengono offerte delle coreografie uniche sui vari muretti del paese che si riempiono di abiti neri in fila, tipo gli uccelli sui fili della corrente, e che ci fanno vivere il senso del paese vero. Il bello di questo lavoro è che non prevede responsabilità per nessuno poiché questa viene divisa tra i vari partecipanti e la fonte si dissolve tra loro. In questo modo è garantita la difesa per la sopravivenza del gruppo e la diffusione di quest'arte intramontabile le cui origini risalgono alla comparsa dell'uomo ( più che altro della donna ). L'organizzazione e la complicità che si instaura tra i membri ci rasserena perché ci assicura che non è una specie in via di estinzione e non lo sarà mai.
Ringraziamo calorosamente queste persone così altruiste che ci comunicano gentilmente parti della nostra vita che non conosciamo nemmeno noi e che rendono più interessanti le poche cose vere che ci riguardano combattendo la monotonia e la noia in un modo così semplice e "innocuo"! :D
Gli ingredienti segreti però, sono di proprietà delle vecchiette che istruiscono i nuovi iscritti al club, sopratutto le ragazze che hanno dei buchi di tempo nelle loro giornate e nelle loro teste da riempire, tramandando i metodi e i piani d'azione più efficaci. Purtroppo non tutti siamo portati per questo mestiere, bisogna essere predisposti per imparare le tecniche e avere una fantasia spiccata per metterle in atto. Non è noto a tutti come agiscano queste investigatrici, si pensa che si introducano in incognito in mezzo alla gente normale per estrapolare informazioni utili da sottoporre a variazioni radicali e di gruppo. Le più esperte però passano inosservate perché sono dotate di un impianto di amplificazione installato nell'orecchio che permette di compiere il loro dovere anche a distanza e che tengono continuamente allenato per non perderne l'efficacia. Ma questa dote innata non è unicamente femminile infatti, sopratutto in tarda età, anche gli uomini si specializzano in questo campo risvegliando la loro fantasia e riunendosi in altri club che non hanno niente da invidiare a quelli femminili.
Come tutti gli sport, anche questo è alimentato dalla sfida tra gli iscritti stessi del club, il cui scopo è trovare per primi le informazioni da discutere con gli altri partecipanti. Ma le regole del gioco sono chiare e prevedono delle alternative in caso di sconfitta: se mancano le novità, si possono inventare, così da rendere tutti felici e vincitori ( tranne i protagonisti delle storie! ). Oltre tutto, da loro ci vengono offerte delle coreografie uniche sui vari muretti del paese che si riempiono di abiti neri in fila, tipo gli uccelli sui fili della corrente, e che ci fanno vivere il senso del paese vero. Il bello di questo lavoro è che non prevede responsabilità per nessuno poiché questa viene divisa tra i vari partecipanti e la fonte si dissolve tra loro. In questo modo è garantita la difesa per la sopravivenza del gruppo e la diffusione di quest'arte intramontabile le cui origini risalgono alla comparsa dell'uomo ( più che altro della donna ). L'organizzazione e la complicità che si instaura tra i membri ci rasserena perché ci assicura che non è una specie in via di estinzione e non lo sarà mai.
Ringraziamo calorosamente queste persone così altruiste che ci comunicano gentilmente parti della nostra vita che non conosciamo nemmeno noi e che rendono più interessanti le poche cose vere che ci riguardano combattendo la monotonia e la noia in un modo così semplice e "innocuo"! :D
venerdì 18 marzo 2011
Il linguaggio del corpo.
Io ho sempre sognato di poter capire cosa pensano le persone, cosa provano realmente quando parlano, capire se mentono o se sono interessati a me.. L'ideale sarebbe leggere il pensiero ma credo che per arrivare a poterlo fare dovremo rinascere in un film di Stan Lee e Jack Kirby! In alternativa c'è chi dice che dal linguaggio del corpo, quindi non verbale, si può capire molto. Io sono un pò diffidente perché credo che ognuno abbia un modo unico di gestire il linguaggio non verbale, quindi le emozioni, le espressioni ecc, ma in linea di massima ho potuto notare delle somiglianze e dei gesti abbastanza universali perché involontari. Sulle varie ricerche che ho fatto su quest'argomento ho trovato molto sulle espressioni facciali, lo sguardo in particolare, i movimenti delle mani e la postura. La maggior parte sono tutte cose abbastanza ovvie, come il fatto che se uno è interessato a te ti guarda o si aggiusta la camicia e i capelli ( che novità.. ), oppure se non è interessato tende ad allontanarsi o a spostare lo sguardo da un'altra parte.
Cose più interessanti invece riguardano le mani e le pupille. Dopo aver letto ho provato a verificare sulle persone appena conosciute e posso dire che nella maggior parte dei casi sono "vere". Per esempio se si è seduti attorno a un tavolo a parlare e lui sposta gli oggetti verso di te dovrebbe voler dire che non gli interessa il discorso, e viceversa se li sposta di fianco. Cioè spostando gli oggetti in questo modo (di fianco) lui involontariamente sta liberando lo spazio che vi divide e sta togliendo gli ostacoli per arrivare a voi. Non credo che sia sempre valido comunque, ovviamente se sta semplicemente liberando un tavolo non vuol dire niente di più che fare ordine!
Però con un pò di allenamento si possono trarre conclusioni e capire perché viene fatto quel gesto, importante è anche tenere in considerazione il contesto e l'ambiente circostante. Ciò che mi ha interessato di più però sono gli occhi, e penso che lo sguardo parli veramente più delle parole. Le pupille infatti si dilatano al piacere e all'imbarazzo e non possono essere controllate quindi nemmeno camuffatte. ( sappiamo che si dilatano anche con la variazione di luce quindi bisogna stare attenti all'ambiente ). Anche in questo caso comunque l'osservatore dev'essere un bravo osservatore poiché non è facile notarle o notarle senza farsi notare.
Insomma tutto stà nell'osservare e nel fare molte prove per poter interpretare il linguaggio del corpo nel modo giusto. Queste sono solo cose di cui mi sono convinta e che provo a osservare con tutti quelli che mi circondano, ma può darsi che siano solo, appunto, delle mie convinzioni, se c'è qualcuno che ne capisce un pò più di me mi corregga.. :)
Cose più interessanti invece riguardano le mani e le pupille. Dopo aver letto ho provato a verificare sulle persone appena conosciute e posso dire che nella maggior parte dei casi sono "vere". Per esempio se si è seduti attorno a un tavolo a parlare e lui sposta gli oggetti verso di te dovrebbe voler dire che non gli interessa il discorso, e viceversa se li sposta di fianco. Cioè spostando gli oggetti in questo modo (di fianco) lui involontariamente sta liberando lo spazio che vi divide e sta togliendo gli ostacoli per arrivare a voi. Non credo che sia sempre valido comunque, ovviamente se sta semplicemente liberando un tavolo non vuol dire niente di più che fare ordine!
Però con un pò di allenamento si possono trarre conclusioni e capire perché viene fatto quel gesto, importante è anche tenere in considerazione il contesto e l'ambiente circostante. Ciò che mi ha interessato di più però sono gli occhi, e penso che lo sguardo parli veramente più delle parole. Le pupille infatti si dilatano al piacere e all'imbarazzo e non possono essere controllate quindi nemmeno camuffatte. ( sappiamo che si dilatano anche con la variazione di luce quindi bisogna stare attenti all'ambiente ). Anche in questo caso comunque l'osservatore dev'essere un bravo osservatore poiché non è facile notarle o notarle senza farsi notare.
Insomma tutto stà nell'osservare e nel fare molte prove per poter interpretare il linguaggio del corpo nel modo giusto. Queste sono solo cose di cui mi sono convinta e che provo a osservare con tutti quelli che mi circondano, ma può darsi che siano solo, appunto, delle mie convinzioni, se c'è qualcuno che ne capisce un pò più di me mi corregga.. :)
mercoledì 16 marzo 2011
Gallina vecchia fa buon brodo! :D
Non ne posso più di sentire che con la differenza di età una coppia non riesce a stare in piedi!
Escludo già da subito le differenze esagerate e riguardanti minorenni e metto dei limiti più o meno di 20 anni massimo. Io sono del parere che la differenza di età da sola non possa essere giudicata nè in bene nè in male, piuttosto bisognerebbe affiancarla ad altri mille fattori, prima di tutti il carattere sia del "giovane" che del "grande".
Prendiamo il caso di una coppia formata da un/a ventenne e un/a quarantenne. Detto così la prima impressione è pressoché negativa o comunque ci viene difficile immaginarci una situazione del genere e cerchiamo subito tra i nostri conoscenti due a caso di quell'età. Preso in modo così generico infatti uno/a di quarantanni ci fa pensare a una persona matura e con un'esperienza di vita alle spalle non paragonabile a uno/a di vent'anni. E questo è vero (salvo eccezzioni), per non contare il diverso modo di pensare, di affrontare le situazioni e i diversi bisogni stessi.
Fin qui siamo tutti d'accordo quindi non assalitemi di commenti o messaggi su facebook dicendo che un quarantenne ha una maturità diversa ecc :) Però non potete contraddirmi nel fatto che ci sono certe coppie dove la differenza di età nemmeno si nota, e non parlo solo di apparenze fisiche, ma anche di interessi, condivisione e tutte quelle cose che costituiscono una coppia. Vi faccio un esempio: io conosco da quando ero bambina una coppia che si differenziano di 15 anni e sono sposati e hanno figli. Ho scoperto la loro età dopo molti anni che andavo a casa loro e mai avrei pensato che fosse così diversa. Mi ha un pò lasciato perplessa il fatto che fossero una coppia normale, una bella famigliola serena e marito e moglie andavano d'accordo come ora se ne vedono pochi. Da lì ho iniziato a "studiarli" e sono arrivata alla conclusione, anche abbastanza ovvia, che questo legame era dovuto al loro carattere: molto giovanile lui e matura lei. Cioè voglio dire che se due riescono a venirsi incontro, non in modo forzato o per dovere, ma per il semplice fatto che il loro carattere è adeguato a questa situazione, la differenza di età passa in secondo piano tanto da, come nel caso di questa coppia, non essere nemmeno calcolata.
Chi non la pensa come me dice che nell'amicizia l'età non conta e nella coppia si. Ok su questo ci sarebbe da discutere anche perché bisogna vedere cosa si intende per amicizia. Ma io non mi spiego perché se si va d'accordo tra amici non si può andare d'accordo tra fidanzati. ( sottolineo che per amici non intendo il fatto di capitare a bere un caffè al bar o di vedersi una volta all'anno ). Io penso che una coppia sia un'amicizia tra due persone con un affetto più forte e con la condivisione di cose in più.
Oltre questo mi viene detto che quando la coppia cresce, la differenza si fa sentire di più ( quando per esempio il "giovane" ha 40 anni e il "grande" 60 ). Questo può essere vero in certi casi ma non sempre. Infatti con l'età crescono anche gli altri fattori come la maturità del "giovane" che non sarà di un 40enne ma più alta, poichè era più alta anche prima, e chi è giovanile a 40 anni tende ad esserlo, in modo proporzionato, anche dopo. Non credo che il "giovane" si ritrovi ad accudire un vecchio decrepito tanto presto perchè il vecchio sarà tale solo per età cronologica ( salvo sempre le solite eccezzioni ).
Un'altra e ultima cosa che mi sento dire è il fatto che quando c'è questa differenza, sopratutto tra una donna giovane e un uomo grande, bisogna fare famiglia subito. Pienamente d'accordo nel fatto che i figli non devono nascere quando il padre ha 60 anni, per carità, però non è che c'è nemmeno la fretta di farli a 20 anni! Credo che si possa trovare benissimo una via di mezzo che permetterà al giovane di vivere un pò la vita come tale. Questo è un altro punto cruciale e soggetto a grandi discussioni. Ma non voglio sentire che un 20enne si lega e perde parte della vita e delle esperienze, forse perché a mio parere fidanzarsi o sposarsi che sia con uno grande o con uno piccolo, non vuol dire chiudersi in casa e buttare la chiave o stare sempre appiccicati l'uno con l'altro. Penso invece che se si va d'accordo questi problemi non esistano ed è dimostrato dal fatto che molte volte si riscontrano più tra coetanei che tra "differenti".
Ripeto di nuovo che mi riferisco a persone con un carattere particolare. E con questo chiudo e difenderò sempre e comunque il mio punto di vista! :)
Bye bye..
Escludo già da subito le differenze esagerate e riguardanti minorenni e metto dei limiti più o meno di 20 anni massimo. Io sono del parere che la differenza di età da sola non possa essere giudicata nè in bene nè in male, piuttosto bisognerebbe affiancarla ad altri mille fattori, prima di tutti il carattere sia del "giovane" che del "grande".
Prendiamo il caso di una coppia formata da un/a ventenne e un/a quarantenne. Detto così la prima impressione è pressoché negativa o comunque ci viene difficile immaginarci una situazione del genere e cerchiamo subito tra i nostri conoscenti due a caso di quell'età. Preso in modo così generico infatti uno/a di quarantanni ci fa pensare a una persona matura e con un'esperienza di vita alle spalle non paragonabile a uno/a di vent'anni. E questo è vero (salvo eccezzioni), per non contare il diverso modo di pensare, di affrontare le situazioni e i diversi bisogni stessi.
Fin qui siamo tutti d'accordo quindi non assalitemi di commenti o messaggi su facebook dicendo che un quarantenne ha una maturità diversa ecc :) Però non potete contraddirmi nel fatto che ci sono certe coppie dove la differenza di età nemmeno si nota, e non parlo solo di apparenze fisiche, ma anche di interessi, condivisione e tutte quelle cose che costituiscono una coppia. Vi faccio un esempio: io conosco da quando ero bambina una coppia che si differenziano di 15 anni e sono sposati e hanno figli. Ho scoperto la loro età dopo molti anni che andavo a casa loro e mai avrei pensato che fosse così diversa. Mi ha un pò lasciato perplessa il fatto che fossero una coppia normale, una bella famigliola serena e marito e moglie andavano d'accordo come ora se ne vedono pochi. Da lì ho iniziato a "studiarli" e sono arrivata alla conclusione, anche abbastanza ovvia, che questo legame era dovuto al loro carattere: molto giovanile lui e matura lei. Cioè voglio dire che se due riescono a venirsi incontro, non in modo forzato o per dovere, ma per il semplice fatto che il loro carattere è adeguato a questa situazione, la differenza di età passa in secondo piano tanto da, come nel caso di questa coppia, non essere nemmeno calcolata.
Chi non la pensa come me dice che nell'amicizia l'età non conta e nella coppia si. Ok su questo ci sarebbe da discutere anche perché bisogna vedere cosa si intende per amicizia. Ma io non mi spiego perché se si va d'accordo tra amici non si può andare d'accordo tra fidanzati. ( sottolineo che per amici non intendo il fatto di capitare a bere un caffè al bar o di vedersi una volta all'anno ). Io penso che una coppia sia un'amicizia tra due persone con un affetto più forte e con la condivisione di cose in più.
Oltre questo mi viene detto che quando la coppia cresce, la differenza si fa sentire di più ( quando per esempio il "giovane" ha 40 anni e il "grande" 60 ). Questo può essere vero in certi casi ma non sempre. Infatti con l'età crescono anche gli altri fattori come la maturità del "giovane" che non sarà di un 40enne ma più alta, poichè era più alta anche prima, e chi è giovanile a 40 anni tende ad esserlo, in modo proporzionato, anche dopo. Non credo che il "giovane" si ritrovi ad accudire un vecchio decrepito tanto presto perchè il vecchio sarà tale solo per età cronologica ( salvo sempre le solite eccezzioni ).
Un'altra e ultima cosa che mi sento dire è il fatto che quando c'è questa differenza, sopratutto tra una donna giovane e un uomo grande, bisogna fare famiglia subito. Pienamente d'accordo nel fatto che i figli non devono nascere quando il padre ha 60 anni, per carità, però non è che c'è nemmeno la fretta di farli a 20 anni! Credo che si possa trovare benissimo una via di mezzo che permetterà al giovane di vivere un pò la vita come tale. Questo è un altro punto cruciale e soggetto a grandi discussioni. Ma non voglio sentire che un 20enne si lega e perde parte della vita e delle esperienze, forse perché a mio parere fidanzarsi o sposarsi che sia con uno grande o con uno piccolo, non vuol dire chiudersi in casa e buttare la chiave o stare sempre appiccicati l'uno con l'altro. Penso invece che se si va d'accordo questi problemi non esistano ed è dimostrato dal fatto che molte volte si riscontrano più tra coetanei che tra "differenti".
Ripeto di nuovo che mi riferisco a persone con un carattere particolare. E con questo chiudo e difenderò sempre e comunque il mio punto di vista! :)
Bye bye..
La cultura..
E anche oggi prendiamo la vita dal lato psicologico.. Molte volte mi è capitato di riflettere su "cosa siamo noi", persone ok, ma oltre la carne di cosa siamo fatti? E in base a cosa ragioniamo? Perché pensiamo in un certo modo anziché in un altro? E perché abbiamo degli obiettivi e dei limiti?
Certo non c'è un'unica risposta per tutto, e questo è dimostrato anche dal fatto che siamo tutti diversi e di conseguenza ragioniamo in modi diversi, abbiamo obiettivi diversi ecc.. Ma prendendo la questione dal lato generico capiamo che ci sono delle cose che ci uniscono date dai limiti delle norme sociali. Cioè un comportamento, anche se può avere mille varianti, rispecchia comunque il gruppo sociale al quale appartiene chi lo compie. Quindi anche se tutti diversi, siamo anche tutti uguali perché cresciuti in uguale posto ( anche se c'è comunque una grande variabilità individuale).
Tra un Italiano e un Cinese credo che ci siano molte più differenze che tra un Italiano e un'altro Italiano. Ecco che ci viene in mente la cultura. Questa infatti ci viene tramandata dalla famiglia e noi la introduciamo nella nostra società, che a sua volta ci tramanda altra cultura per il confronto con la cultura che introducono gli altri dalle loro famiglie e quindi dalla società stessa. Questo gioco di parole evidenzia le nostre somiglianze, date appunto dalla stessa cultura, e le differenze tra persone di culture diverse. Ai tempi nostri credo comunque che la cultura si stia globalizzando grazie alla possibilità di interagire facilmente con l'altra parte del mondo.
Inevitabilmente in più a questo c'è anche il modo in cui viviamo la cultura , come la assorbiamo durante l'educazione e sopratutto come reagisce il nostro carattere. Di solito infatti, sopratutto durante l'adolescenza la nostra cultura ci sta stretta ( esperienza personale ) e tendiamo a trasgredirla e ad andare controcorrente e io penso che questo serva per modificarla un pò e in certi casi arricchirla, o comunque almeno ci mostra come sarebbe viverla in modo diverso. Da li poi scegliamo il nostro posto e scegliamo cosa tenere e cosa cambiare per noi ( ma i principi della cultura rimangono sempre gli stessi ), quindi poi tramanderemo ai nostri figli la cultura con le varie modifiche e aggiornamenti che a loro volta sceglieranno se cambiare o se tenere.
La cultura ci definisce sotto molti aspetti, forse tutti, dal modo di vestire all'intelligenza, dal sesso agli interessi..
Ora non vi voglio annoiare con questa cavolo di cultura, ma in concreto cos'è? E perché la seguiamo quasi in modo "obbligato"?
Innanzi tutto non è un valore genetico ma viene appreso, quindi, ovviamente, assorbiamo la cultura che c'è nella nostra società e bene o male accettiamo i limiti che la cultura stessa ci impone. Pensiamo ai paesi del terzo mondo dove le donne girano praticamente nude. Non penso che una donna di una qualsiasi altra cultura sia disposta a uscire nuda insieme a loro, proprio perché la nostra cultura ci impone che il corpo va coperto ( e meno male! ). Oppure in quei posti dove gli uomini hanno mille mogli..forse i maschi della nostra cultura potrebbero anche trovarsi a loro agio, ma non certo le donne! ( poi qui subentra pure la religione ma non voglio entrare nel discorso ). Comunque sia, le usanze, i valori e tutto quello che la cultura ci impone non lo possiamo evitare, proprio perché siamo formati dalla cultura dove siamo cresciuti, e adattarsi a delle culture così radicalmente differenti credo siano delle rarissime eccezioni.
Questo non poter scappare dalla cultura e in qualche modo adeguarsi anche quando non ci sta bene, ci viene spontaneo per non essere esclusi dal gruppo ( come avviene tra gli animali ) anche se non è per forza vero che tutto il gruppo condivida ogni tratto della cultura stessa. Può sembrare strano ma persino le emozioni che proviamo, come le proviamo e i motivi che ce le creano sono strettamente collegati alla cultura. Ci sono per esempio delle popolazioni ( gli Eschimesi Inuit se non sbaglio ), che non conoscono la rabbia. E chi se l'immagina la nostra società senza incazzi?! Un altro esempio può essere l'intelligenza, infatti anche se in parte è ereditaria sicuramente si sviluppa in modo diverso da cultura a cultura. La definizione stessa di intelligenza cambia tantissimo: da noi è intesa come la capacità di pensare bene e in altri paesi, per esempio, è attribuita al rispetto delle regole e delle leggi ( da noi uno così è definito al massimo un "non criminale", che può essere molto meno intelligente di chi le leggi non le rispetta ). Potrei stare qui tutto il giorno a fare esempi..ma mi fermo se no vado in fallimento col blog..!
Insomma và farò la psicologa nella prossima vita! :)
Certo non c'è un'unica risposta per tutto, e questo è dimostrato anche dal fatto che siamo tutti diversi e di conseguenza ragioniamo in modi diversi, abbiamo obiettivi diversi ecc.. Ma prendendo la questione dal lato generico capiamo che ci sono delle cose che ci uniscono date dai limiti delle norme sociali. Cioè un comportamento, anche se può avere mille varianti, rispecchia comunque il gruppo sociale al quale appartiene chi lo compie. Quindi anche se tutti diversi, siamo anche tutti uguali perché cresciuti in uguale posto ( anche se c'è comunque una grande variabilità individuale).
Tra un Italiano e un Cinese credo che ci siano molte più differenze che tra un Italiano e un'altro Italiano. Ecco che ci viene in mente la cultura. Questa infatti ci viene tramandata dalla famiglia e noi la introduciamo nella nostra società, che a sua volta ci tramanda altra cultura per il confronto con la cultura che introducono gli altri dalle loro famiglie e quindi dalla società stessa. Questo gioco di parole evidenzia le nostre somiglianze, date appunto dalla stessa cultura, e le differenze tra persone di culture diverse. Ai tempi nostri credo comunque che la cultura si stia globalizzando grazie alla possibilità di interagire facilmente con l'altra parte del mondo.
Inevitabilmente in più a questo c'è anche il modo in cui viviamo la cultura , come la assorbiamo durante l'educazione e sopratutto come reagisce il nostro carattere. Di solito infatti, sopratutto durante l'adolescenza la nostra cultura ci sta stretta ( esperienza personale ) e tendiamo a trasgredirla e ad andare controcorrente e io penso che questo serva per modificarla un pò e in certi casi arricchirla, o comunque almeno ci mostra come sarebbe viverla in modo diverso. Da li poi scegliamo il nostro posto e scegliamo cosa tenere e cosa cambiare per noi ( ma i principi della cultura rimangono sempre gli stessi ), quindi poi tramanderemo ai nostri figli la cultura con le varie modifiche e aggiornamenti che a loro volta sceglieranno se cambiare o se tenere.
La cultura ci definisce sotto molti aspetti, forse tutti, dal modo di vestire all'intelligenza, dal sesso agli interessi..
Ora non vi voglio annoiare con questa cavolo di cultura, ma in concreto cos'è? E perché la seguiamo quasi in modo "obbligato"?
Innanzi tutto non è un valore genetico ma viene appreso, quindi, ovviamente, assorbiamo la cultura che c'è nella nostra società e bene o male accettiamo i limiti che la cultura stessa ci impone. Pensiamo ai paesi del terzo mondo dove le donne girano praticamente nude. Non penso che una donna di una qualsiasi altra cultura sia disposta a uscire nuda insieme a loro, proprio perché la nostra cultura ci impone che il corpo va coperto ( e meno male! ). Oppure in quei posti dove gli uomini hanno mille mogli..forse i maschi della nostra cultura potrebbero anche trovarsi a loro agio, ma non certo le donne! ( poi qui subentra pure la religione ma non voglio entrare nel discorso ). Comunque sia, le usanze, i valori e tutto quello che la cultura ci impone non lo possiamo evitare, proprio perché siamo formati dalla cultura dove siamo cresciuti, e adattarsi a delle culture così radicalmente differenti credo siano delle rarissime eccezioni.
Questo non poter scappare dalla cultura e in qualche modo adeguarsi anche quando non ci sta bene, ci viene spontaneo per non essere esclusi dal gruppo ( come avviene tra gli animali ) anche se non è per forza vero che tutto il gruppo condivida ogni tratto della cultura stessa. Può sembrare strano ma persino le emozioni che proviamo, come le proviamo e i motivi che ce le creano sono strettamente collegati alla cultura. Ci sono per esempio delle popolazioni ( gli Eschimesi Inuit se non sbaglio ), che non conoscono la rabbia. E chi se l'immagina la nostra società senza incazzi?! Un altro esempio può essere l'intelligenza, infatti anche se in parte è ereditaria sicuramente si sviluppa in modo diverso da cultura a cultura. La definizione stessa di intelligenza cambia tantissimo: da noi è intesa come la capacità di pensare bene e in altri paesi, per esempio, è attribuita al rispetto delle regole e delle leggi ( da noi uno così è definito al massimo un "non criminale", che può essere molto meno intelligente di chi le leggi non le rispetta ). Potrei stare qui tutto il giorno a fare esempi..ma mi fermo se no vado in fallimento col blog..!
Insomma và farò la psicologa nella prossima vita! :)
lunedì 14 marzo 2011
Un attimo di relax..
Ciao ragazzi! Sfogliando il profilo di un amico su facebook ho trovato questa canzone.. e mi è piaciuta un sacco..! Godetevela perché per stasera non ce la faccio proprio a scrivere altro..
Un bacio a tutti i miei lettori! :)
Un pò di me..
La mia passione per la poesia è nata quando ero bambina, e da allora non ho mai smesso di scrivere. Mi è sempre piaciuto scrivere e non solo in rima, infatti a scuola quando c'era da fare temi ero sempre tra le più apprezzate dai maestri. Anche alle medie, quando la scuola era l'ultimo dei miei pensieri, ho continuato a scrivere di tutto. Le mie prime poesie furono sulla guerra e poi iniziai a farle un pò su tutto, ogni occasione e ogni cosa nuova diventavano le mie muse. Più avanti ne ho scritto qualcuna anche in sardo e son piaciute molto a chi le ha lette. Una in particolare di qualche anno fa dedicata a un amico per il suo compleanno fu una delle più belle che ho fatto. Era in sardo, e magari nemmeno tanto perfetta, ma riuscì a commuovere molte persone, forse perché scritta col cuore. Le altre avevano argomenti molto vari, dalla pace, alla droga, dagli assassini, alle stagioni..o semplicemente a ciò che vedevo per strada..
Un periodo ero alle prese anche con un libro, che però non finii mai. Era una storia di fantasia dove praticamente una persona moriva per cause misteriose e il suo spirito non riusciva ad andare all'aldilà per un motivo che scopre più avanti. E così si ritrovava a "vivere" sulla Terra con i vivi senza riuscire a farsi sentire o vedere da loro, e scopre di poter fare molte cose che da vivo non poteva fare. Insomma una sorta di storia di fantasmi.. Comunque non scrissi mai la fine ed è rimasto a metà.
Ora invece sto scrivendo un'altra storia che non vi voglio svelare troppo perché ho intenzione di pubblicarlo..vi dico solo che è la storia di una vita, niente fantasmi o superpoteri, solo il racconto dei ricordi di una persona che ha vissuto una vita veramente pazzesca. Quando e se verrà pubblicato comunque ve lo farò sapere sicuramente :)
Intanto continuo a scrivere poesie e questa è una delle ultime, scritta senza impegno:
Un periodo ero alle prese anche con un libro, che però non finii mai. Era una storia di fantasia dove praticamente una persona moriva per cause misteriose e il suo spirito non riusciva ad andare all'aldilà per un motivo che scopre più avanti. E così si ritrovava a "vivere" sulla Terra con i vivi senza riuscire a farsi sentire o vedere da loro, e scopre di poter fare molte cose che da vivo non poteva fare. Insomma una sorta di storia di fantasmi.. Comunque non scrissi mai la fine ed è rimasto a metà.
Ora invece sto scrivendo un'altra storia che non vi voglio svelare troppo perché ho intenzione di pubblicarlo..vi dico solo che è la storia di una vita, niente fantasmi o superpoteri, solo il racconto dei ricordi di una persona che ha vissuto una vita veramente pazzesca. Quando e se verrà pubblicato comunque ve lo farò sapere sicuramente :)
Intanto continuo a scrivere poesie e questa è una delle ultime, scritta senza impegno:
Dolce appariva la primavera
che profumava d'intenso l'aria al mattino
e colorava d'azzurro il mio cuscino
che comodo sul letto giaceva.
Una rondine sul vetro bussava
col suo becco dorato dal sole
e qualcuno già alzava le suole
sulla strada che appena s'illuminava.
Io guardavo con grande stupore
il panorama della natura appena svegliata
sembrava quasi che la Terra fosse sanata
dalla malattia del non dare amore.
E guardare fu il mio unico gesto
per non mancare allo splendore
di questa stagione con tanto colore
anche se il tempo corre lesto.
che profumava d'intenso l'aria al mattino
e colorava d'azzurro il mio cuscino
che comodo sul letto giaceva.
Una rondine sul vetro bussava
col suo becco dorato dal sole
e qualcuno già alzava le suole
sulla strada che appena s'illuminava.
Io guardavo con grande stupore
il panorama della natura appena svegliata
sembrava quasi che la Terra fosse sanata
dalla malattia del non dare amore.
E guardare fu il mio unico gesto
per non mancare allo splendore
di questa stagione con tanto colore
anche se il tempo corre lesto.
domenica 13 marzo 2011
Sesso!
Fanculo a quelli che dicono che il sesso non è importante!
Sfido chiunque ad ammettere di non averci mai fantasticato o, perché no, di non avere qualche perversione nascosta..! I tabù della nostra cultura ci obbligano a crearci noi stessi dei limiti sessuali che in alcuni casi servono sicuramente altrimenti diventeremo una massa di bestie assatanate e, per carità, pure poco civili e umani. Questi limiti infatti ci differenziano dagli animali e ci rendono degli "esseri superiori". Però forse dovrebbero essere un pò meno severi e lasciarci un pò più di libertà almeno nel parlarne. In fondo il sesso è una bisogno primario, cioè non ne possiamo fare a meno, come mangiare, bere ecc.. Eppure viviamo in una società che ci da imbarazzo e vergogna solo in quel bisogno.. Perchè non ci vergognamo a parlare di cibo? Perchè non ci dicono "non è bello raccontare ciò che hai mangiato" e invece il sesso deve rimanere nascosto? Vabbè che è giusto che sia una cosa privata e personale, ma parlare di sesso non vuol dire andare a raccontare le esperienze personali nei dettagli ( anche se c'è qualcuno che lo fa ). Ognuno infatti interpreta i tabù a modo suo, o semplicemente ci vengono imposti in modi diversi. Sento delle amiche parlare del loro sesso in modo esplicito (anche troppo) e sinceramente quando esagerano nei dettagli mi fanno anche un pò schifo. Ecco che qui i tabù servirebbero per garantirci un pò di dignità!
Io personalmente non noto una grande differenza tra maschi e femmine su quest'argomento, anzi in certi casi sono molto più delicati gli uomini! Ma i motivi per cui si tende a non parlare di sesso sono molti.. oltre i tabù, sopratutto per le femmine, ci sono anche i limiti dati per esempio dalla paura di fare brutte figure e di passare per una persona superficiale e "facile". Certe persone invece non ne parlano perchè le loro esperienze sono diciamo poco soddisfacenti..! Infatti ci sono dei "partner" paragonabili a manichini! (un esempio è il mio ex). Per quanto possano essere interessanti in altre cose, questi manichini fanno mancare una cosa di vitale importanza al loro compagno/a. ( il mio ex non era interessante nemmeno in altri lati ). Per fortuna non sono tutti così altrimenti il sesso non sarebbe stata una cosa bella e la specie umana, come tutte le altre, non l'avrebbe avuto come obbiettivo tra i principali.
Insomma, io penso che parlare di sesso non debba essere visto come una cosa brutta o da nascondere, pur che venga fatto nel modo giusto e con le persone giuste. Quindi fate sesso quanto potete perchè nella scala dell'importanza è al primo posto insieme ad altre poche cose, e anche perchè ci rende di buon umore e ci fa vedere la vita come quello che è realmente: una cosa bellissima ma anche unica, e per questo va vissuta fino in fondo.
Sfido chiunque ad ammettere di non averci mai fantasticato o, perché no, di non avere qualche perversione nascosta..! I tabù della nostra cultura ci obbligano a crearci noi stessi dei limiti sessuali che in alcuni casi servono sicuramente altrimenti diventeremo una massa di bestie assatanate e, per carità, pure poco civili e umani. Questi limiti infatti ci differenziano dagli animali e ci rendono degli "esseri superiori". Però forse dovrebbero essere un pò meno severi e lasciarci un pò più di libertà almeno nel parlarne. In fondo il sesso è una bisogno primario, cioè non ne possiamo fare a meno, come mangiare, bere ecc.. Eppure viviamo in una società che ci da imbarazzo e vergogna solo in quel bisogno.. Perchè non ci vergognamo a parlare di cibo? Perchè non ci dicono "non è bello raccontare ciò che hai mangiato" e invece il sesso deve rimanere nascosto? Vabbè che è giusto che sia una cosa privata e personale, ma parlare di sesso non vuol dire andare a raccontare le esperienze personali nei dettagli ( anche se c'è qualcuno che lo fa ). Ognuno infatti interpreta i tabù a modo suo, o semplicemente ci vengono imposti in modi diversi. Sento delle amiche parlare del loro sesso in modo esplicito (anche troppo) e sinceramente quando esagerano nei dettagli mi fanno anche un pò schifo. Ecco che qui i tabù servirebbero per garantirci un pò di dignità!
Io personalmente non noto una grande differenza tra maschi e femmine su quest'argomento, anzi in certi casi sono molto più delicati gli uomini! Ma i motivi per cui si tende a non parlare di sesso sono molti.. oltre i tabù, sopratutto per le femmine, ci sono anche i limiti dati per esempio dalla paura di fare brutte figure e di passare per una persona superficiale e "facile". Certe persone invece non ne parlano perchè le loro esperienze sono diciamo poco soddisfacenti..! Infatti ci sono dei "partner" paragonabili a manichini! (un esempio è il mio ex). Per quanto possano essere interessanti in altre cose, questi manichini fanno mancare una cosa di vitale importanza al loro compagno/a. ( il mio ex non era interessante nemmeno in altri lati ). Per fortuna non sono tutti così altrimenti il sesso non sarebbe stata una cosa bella e la specie umana, come tutte le altre, non l'avrebbe avuto come obbiettivo tra i principali.
Insomma, io penso che parlare di sesso non debba essere visto come una cosa brutta o da nascondere, pur che venga fatto nel modo giusto e con le persone giuste. Quindi fate sesso quanto potete perchè nella scala dell'importanza è al primo posto insieme ad altre poche cose, e anche perchè ci rende di buon umore e ci fa vedere la vita come quello che è realmente: una cosa bellissima ma anche unica, e per questo va vissuta fino in fondo.
venerdì 11 marzo 2011
La pazzia non ha limiti!
Ciao ragazzi! Girando su YouTube ho trovato video veramente di tutti i tipi e di gente strana ce n'è molta..! Però questo non potevo non pubblicarlo davvero! Non mi sento di commentare più di tanto perché non mi basterebbe il blog intero..! Comunque questo tipo ce l'ha contro i gay, contro le donne e contro il mondo.. Se non altro ci si possono fare due risate ascoltando le cavolate che dice ( e sinceramente mi fa anche un pò pena ).
Godetevi lo spettacolo e se volete fatemi sapere cosa ne pensate!
Buona visione!
La conversazione
Conversare non è sinonimo di dire qualcosa, ma è un meccanismo un pò più complesso. Siamo tutti buoni a mettere due parole in croce, che esse siano stupide, fuori contesto o interessanti e intelligenti. Il problema, a mio parere, non siamo noi, ma l'altro interlocutore. Ho potuto constatare infatti, per esperienza personale, che la conversazione cambia molto se avviene con una persona amica o con una sconosciuta. Voi direte "che scoperta..!" ma non date tutto questo per scontato.. Io, per esempio, con una persona che conosco troppo bene alla fine non riesco più a conversare (non parlare ma conversare) perché gli argomenti non sono infiniti e perché parlando troppo spesso non è possibile quasi sempre nemmeno aggiornare quelli precedentemente presi. Ci si ritrova magari ad uscire insieme e a stare zitti o prendere un argomento che dura un minuto, oppure ritrovarsi a spettegolare giusto per dire qualcosa. Una buona soluzione è sicuramente fare una vita attiva e piena di novità da raccontare, ma dev'essere una cosa reciproca o condivisa "da lontano". Il tutto succede sopratutto con gli amici stretti..che a lungo andare diventano stretti in tutti i sensi!
Invece con le persone sconosciute o conosciute da poco è tutto molto più fluido. Si parte da zero con gli argomenti che in questo caso saranno sempre nuovi e originali. Per quanto mi riguarda però dipende anche se lo sconosciuto mi sta simpatico a pelle, altrimenti tendo ad evitare ogni tipo di aggancio che mi lancia. Di buono c'è anche che di solito se anche lo sconosciuto è interessato a conversare, si interessa ad argomenti che magari se gli vengono detti da altri non l'avrebbero interessato, e si mostra incuriosito dagli argomenti che lo colgono impreparato e a cui non avrebbe niente da rispondere pur di non dire che non è interessato, cosa che determinerebbe la fine della conversazione senza l'inizio di una nuova.
Invece con le persone sconosciute o conosciute da poco è tutto molto più fluido. Si parte da zero con gli argomenti che in questo caso saranno sempre nuovi e originali. Per quanto mi riguarda però dipende anche se lo sconosciuto mi sta simpatico a pelle, altrimenti tendo ad evitare ogni tipo di aggancio che mi lancia. Di buono c'è anche che di solito se anche lo sconosciuto è interessato a conversare, si interessa ad argomenti che magari se gli vengono detti da altri non l'avrebbero interessato, e si mostra incuriosito dagli argomenti che lo colgono impreparato e a cui non avrebbe niente da rispondere pur di non dire che non è interessato, cosa che determinerebbe la fine della conversazione senza l'inizio di una nuova.
Insomma, se due persone potrebbero andare d'accordo si vede dal primo impatto, e la prima conversazione è solo un ponte per raggiungere altre conversazioni e continuare così la relazione. Più solido sarà questo ponte, più facile sarà raggiungere le altre conversazioni dove il ponte si ramificherà e, come è facile capire, meglio che sia un pò barcollante una di queste ramificazioni poichè se crolla, il ponte verrà tenuto comunque dagli altri rami.
giovedì 10 marzo 2011
Il mio diploma
Il giorno del diploma per me è stata un'esperienza indimenticabile! E per l'amica con cui l'ho vissuto non potevo non fare un video come questo.. Buona visione! :)
Lo scazzo porta a fare cose interessanti..
Gli scherzi secondo me sono un'arte! Infatti, come ogni altra arte, richiedono fantasia, tempo, passione, ispirazione e pazzia! ..sopratutto pazzia..! Comunque ci sono mille modi per fare scherzi.. io iniziai a farli tra i banchi di scuola, come penso sia successo a molti, e poi li feci diventare il mio hobby principale. A scuola se ne trovavano molte varianti.. lanciare i libri al prof mentre scriveva alla lavagna, riempire le cartelle di polvere di gesso, mettere le acciughe sul termosifone caldo, far suonare la campanella con le forbici, mettere cose disgustose nel caffè dei bidelli ecc..il tutto era studiato con dei piani d'azione impeccabili..e poi dicono che la scuola non insegna niente! (Queste cose si possono considerare hobby a patto che non vengano fatte per far del male a qualcuno).
La più bella però mi venne raccontata da un amico che di pazzia ne sa qualcosa più di me! Praticamente capitò che era in giro con un suo amico per le vie del paese e a un certo punto si trovarono davanti a una macchina appannata e dondolante. Era la macchina del dottore che era sposato e aveva famiglia, ma con lui non c'era la moglie ma la maestra! I vetri evidentemente non erano del tutto appannati e così questi due amici si godettero la scena completa (non scendo nei particolari..!) Comunque sia il giorno dopo fecero una bella entrata a scuola sorridenti e dissero alla maestra ciò che avevano visto (anche qui è meglio non andare sullo specifico..) e la minacciarono di raccontare tutto se lei non avrebbe fatto ciò che volevano. Il ricatto prevedeva bei voti, caramelle e soldi e la maestra si ritrovò ad accompagnare ogni giorno questi due "bambini" col viso d'angelo, a comprare gelati e cioccolati.
Ma ci sono dei bei posti oltre la scuola.. anche in chiesa, per esempio, si poteva fare qualcosa.. A noi piaceva nasconderci dietro il leggìo sull'altare e spaventare le signore vecchie che ci passavano davanti, ovviamente quando non c'era la messa, e vederle saltare dallo spavento e gridare era una scena troppo comica. Subito dopo iniziavamo a correre lasciandoci alle spalle una scia di insulti infinita.
Gli scherzi a casa erano più anonimi, la maggior parte al telefono. Una volta, a proposito di questo, ero al telefono con una amica alle 4 di notte e per animare un pò la conversazione iniziai a chiamare altra gente e ad inserirli tutti nella stessa telefonata. Io e la mia amica restavamo zitte e i due collegati si ritrovarono a litigare perchè uno pensava di essere stato chiamato dall'altro, e l'altro si incazzava perchè pensava lo stesse prendendo in giro.. Poi dicevano cose tipo: "qui c'è qualcosa che non va.. ci stanno intercettando i telefoni..". Inoltre le persone da introdurre nella conversazione erano ben scelte e ne aggiungevo anche 5 o 6 che la finivano a voci tutti contro tutti.
Ma il premio per lo scherzo più grande ricevuto lo devo a un mio amico che mi sta troppo sul culo! Lui era uno di quelli illusi e convinti, si vantava di suonare e di farsi le canne. Così nacque la mia brillante idea: presi una cartina, del tabacco e..un condiarrosto, di quelle bustine con le spezie da mettere sulla carne. Girai il tutto e uscii con lui e con una mia amica a cui volevo far godere la scena. Insomma accese questa "canna" e iniziò a fumare e a dire: "è buona questa roba, è roba forte!" e poi iniziò a fare lo sballato.. sballato di condiarrosto! Lo assaggiammo anch'io e la mia amica e sapeva di sale e di rosmarino (una schifezza!).
Insomma, quando non sapete cosa fare, fatte scherzi! ..e raccontateli!
La più bella però mi venne raccontata da un amico che di pazzia ne sa qualcosa più di me! Praticamente capitò che era in giro con un suo amico per le vie del paese e a un certo punto si trovarono davanti a una macchina appannata e dondolante. Era la macchina del dottore che era sposato e aveva famiglia, ma con lui non c'era la moglie ma la maestra! I vetri evidentemente non erano del tutto appannati e così questi due amici si godettero la scena completa (non scendo nei particolari..!) Comunque sia il giorno dopo fecero una bella entrata a scuola sorridenti e dissero alla maestra ciò che avevano visto (anche qui è meglio non andare sullo specifico..) e la minacciarono di raccontare tutto se lei non avrebbe fatto ciò che volevano. Il ricatto prevedeva bei voti, caramelle e soldi e la maestra si ritrovò ad accompagnare ogni giorno questi due "bambini" col viso d'angelo, a comprare gelati e cioccolati.
Ma ci sono dei bei posti oltre la scuola.. anche in chiesa, per esempio, si poteva fare qualcosa.. A noi piaceva nasconderci dietro il leggìo sull'altare e spaventare le signore vecchie che ci passavano davanti, ovviamente quando non c'era la messa, e vederle saltare dallo spavento e gridare era una scena troppo comica. Subito dopo iniziavamo a correre lasciandoci alle spalle una scia di insulti infinita.
Gli scherzi a casa erano più anonimi, la maggior parte al telefono. Una volta, a proposito di questo, ero al telefono con una amica alle 4 di notte e per animare un pò la conversazione iniziai a chiamare altra gente e ad inserirli tutti nella stessa telefonata. Io e la mia amica restavamo zitte e i due collegati si ritrovarono a litigare perchè uno pensava di essere stato chiamato dall'altro, e l'altro si incazzava perchè pensava lo stesse prendendo in giro.. Poi dicevano cose tipo: "qui c'è qualcosa che non va.. ci stanno intercettando i telefoni..". Inoltre le persone da introdurre nella conversazione erano ben scelte e ne aggiungevo anche 5 o 6 che la finivano a voci tutti contro tutti.
Ma il premio per lo scherzo più grande ricevuto lo devo a un mio amico che mi sta troppo sul culo! Lui era uno di quelli illusi e convinti, si vantava di suonare e di farsi le canne. Così nacque la mia brillante idea: presi una cartina, del tabacco e..un condiarrosto, di quelle bustine con le spezie da mettere sulla carne. Girai il tutto e uscii con lui e con una mia amica a cui volevo far godere la scena. Insomma accese questa "canna" e iniziò a fumare e a dire: "è buona questa roba, è roba forte!" e poi iniziò a fare lo sballato.. sballato di condiarrosto! Lo assaggiammo anch'io e la mia amica e sapeva di sale e di rosmarino (una schifezza!).
Insomma, quando non sapete cosa fare, fatte scherzi! ..e raccontateli!
lunedì 28 febbraio 2011
Il kimono di raso
Stanotte sono tornata a Sassari, ero a Olbia dal mio ragazzo per qualche giorno libero. Sono entrata in camera cercando di non svegliare i miei coinquilini pazzi e sul mio letto ho trovato un pacco regalo tutto luccicante! Era da parte di quei pazzi.. Ci ho trovato dentro un profumo e..un kimono in raso rosa della playboy!! Non lo userò certo per uscire ma è bellissimo! Avevo intenzione di metterlo in laboratorio al posto del camice :) ma penso che lo userò per fare qualche scherzo divertente! Accetto consigli per l'organizzazione dello scherzo.. Stupitemi!!!
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