Dopo le varie cavolate che vi scrivo, oggi voglio prendere un argomento serio: il massaggio cardiaco, perché in molti casi è l'unica salvezza di vita e, a parer mio, è troppo poco diffuso in proporzione alle situazioni di arresto cardiaco che si riscontrano nel mondo ( circa 1 ogni 1000 abitanti l'anno ). Non imparerete certo ad effettuare un massaggio cardiaco efficace solo leggendo qui, infatti è un bel pò complicato da spiegare solo a parole e anche perché é una cosa di cui bisogna avere un minimo di esperienza poiché ogni piccolo errore può servire a peggiorare la situazione. A questo scopo ci sono dei corsi di BLS che insegnano appunto ad effettuare il massaggio cardiaco. Io, avendo lavorato nel 118, ho la qualifica del BLS-D, che oltre il massaggio manuale, prevede anche l'uso del defibrillatore, che può essere usato appunto, solo da chi possiede quest'attestato. Non starò quindi a spiegarvi come usare il defibrillatore perché non vi servirebbe a nulla, piuttosto il massaggio cardiaco manuale che è determinante prima della disponibilità del defibrillatore.
Questo va fatto subito dopo aver chiamato il 118 perché da solo non basta, infatti è un intervento che ha lo scopo di sostenere la respirazione e la circolazione e quindi di creare un circolo artificiale per prevenire i danni cerebrali, ma non di correggerne le cause. Fondamentale è la tempestività, infatti le probabilità di sopravvivenza diminuiscono circa del 10% ogni minuto, quindi dopo 10 minuti sono pressoché nulle. Inoltre, dopo circa 4 minuti iniziano a verificarsi i danni al cervello per la mancanza di ossigeno che dopo gli 8 minuti diventano irreversibili. Tuttavia, in questi pochi minuti non ci sono poche cose da fare, e la prontezza e la sicurezza dell'operatore devono garantire la riduzione dei tempi nella preparazione al massaggio, sfruttando ogni secondo.
La prima cosa da fare è mettere in sicurezza il paziente allontanandolo da eventuali pericoli, ma se i pericoli non ci sono, non va spostato eccetto per metterlo nella posizione adatta al massaggio. Subito dopo essersi assicurati che il soggetto non è coscente ( scuotendolo e chiamandolo ) e che non c'è battito, bisogna sdraiarlo su un piano rigido ( per terra ) e liberare le vie aeree osturate dalla lingua ( che poiché è un muscolo, cadrà all'indietro per ipotonia muscolare ). Per fare questo bisogna procedere con l'iperestensione del capo, mettendo una mano sulla fronte e spingendo all'indietro la testa, e il sollevamento del mento, che va fatto con due dita messe nella parte ossea del mento spingendo verso l'alto. Da questa posizione possiamo valutare l'attività respiratoria con una manovra chiamata GAS che va fatta avvicinando la nostra guancia alla sua bocca: Guardare se ci sono movimenti del torace; Ascoltare se ci sono rumori respiratori; Sentire se esce aria dalla bocca. Come ho già detto, tutto questo va fatto in pochi minuti ( 1 o 2 ) e se ci si rende conto che la vittima è in stato di arresto si inizia il massaggio vero e proprio. Per fare questo ci si deve inginocchiare, con le gambe divaricate, a fianco al paziente, poggiare il palmo della mano in mezzo al torace e intrecciare le dita con l'altra mano ( cioè quando abbiamo una mano posizionata, sovrapponiamo l'altra e chiudiamo le dita della mano in alto tra le dita di quella in basso che invece devono rimanere distese ). Bisogna stare attenti a non premere sulle coste, ma sullo sterno. La posizione corretta può essere difficile da trovare ( io mi immaginavo il punto di incrocio tra due linee: una dal naso all'ombelico e l'altra da una mammella all'altra ). La forza delle compressioni non deve essere scaricata dalle mani o dalle braccia, ma dalle spalle tenendo le braccia ben tese e deve far scendere il torace di 4-5 cm. Il ritmo dev'essere continuo di 100 compressioni al minuto con la stessa durata tra la compressione e il rilascio. Ogni 30 compressioni va fatta la ventilazione artificiale ( bocca-bocca in mancanza di maschera ) che prevede 2 insufflazioni d'aria. Per fare quella bocca-bocca bisogna tappare bene le narici della vittima con una mano e posizionare la nostra bocca in modo tale da chiudere completamente la sua ed evitare che l'aria esca fuori mentre "soffiamo". In realtà non dobbiamo assolutamente soffiare, ma mandare l'aria nei suoi polmoni con la stessa forza e velocità con cui inspiriamo normalmente ( la vittima dev'essere sempre in iperestensione ). Intanto guardiamo che l'aria vada a gonfiare il torace e non lo stomaco! ( se si gonfia lo stomaco vuol dire che i polmoni sono tappati ). Quindi fare questo per due volte e riprendere il massaggio. Ogni 4 cicli di massaggio ( cioè ogni 30:2 fatte 4 volte ) è opportuno ripetere il GAS e verificare se il battito non c'è ancora. E' neccessario continuare il massaggio fino all'arrivo del 118 che provvederà a fare una rianimazione più completa col defibrillatore. Il massaggio può richiedere molto tempo prima che si verifichino risultati positivi che comunque sono molto rari ( si calcola solo circa il 2% di sopravvivenza in seguito ad arresto cardiaco dopo rianimazione con defibrillatore ). La cosa più importante è comunque il tempo: sia il tempo dall'arresto al massaggio, sia il tempo dall'arresto al massaggio col defibrillatore ( maggiore sarà il tempo, maggiore sarà il rischio di morte ). Ovviamente conta anche se il massaggio è stato fatto bene.
Questo è tutto. Tenete presente che io vi ho descritto in sintesi solo ciò che ricordo anche se spero che non vi serva mai in concreto, e spero di non doverlo più fare nemmeno io! Comunque se siete interessati è meglio fare il corso perché secondo me se ci fosse più gente che conosce queste manovre, si alzerebbero le percentuali di sopravvivenza e non ci sentiremo impotenti difronte ad una situazione del genere. Il primo passo sarebbe rendere questi corsi gratuiti per tutti e obbligatori per professioni come i maestri ecc, ma di questo non mi devo lamentare con voi..
Spero che ci abbiate capito qualcosa e se avete domande cercatemi pure :)
A presto..
Bravissima Silvia,
RispondiEliminaottimo post. E' una manovra un pò difficile da eseguire, e anche da ricordare... Si potrebbe organizzare una giornata di incontri per spiegare come si fa, anche con delle prove di simulazione, che sono molto utili.
Un abbraccio,
E.G.
Ciao caro..Si sono delle manovre da vedere e da provare per capirle.. mi piacerebbe organizzare una giornata così gratis e aperta a tutti, ma ora sono sempre a sassari e poi nei nostri paesi non so se interesserebbe a molti..
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