E anche oggi prendiamo la vita dal lato psicologico.. Molte volte mi è capitato di riflettere su "cosa siamo noi", persone ok, ma oltre la carne di cosa siamo fatti? E in base a cosa ragioniamo? Perché pensiamo in un certo modo anziché in un altro? E perché abbiamo degli obiettivi e dei limiti?
Certo non c'è un'unica risposta per tutto, e questo è dimostrato anche dal fatto che siamo tutti diversi e di conseguenza ragioniamo in modi diversi, abbiamo obiettivi diversi ecc.. Ma prendendo la questione dal lato generico capiamo che ci sono delle cose che ci uniscono date dai limiti delle norme sociali. Cioè un comportamento, anche se può avere mille varianti, rispecchia comunque il gruppo sociale al quale appartiene chi lo compie. Quindi anche se tutti diversi, siamo anche tutti uguali perché cresciuti in uguale posto ( anche se c'è comunque una grande variabilità individuale).
Tra un Italiano e un Cinese credo che ci siano molte più differenze che tra un Italiano e un'altro Italiano. Ecco che ci viene in mente la cultura. Questa infatti ci viene tramandata dalla famiglia e noi la introduciamo nella nostra società, che a sua volta ci tramanda altra cultura per il confronto con la cultura che introducono gli altri dalle loro famiglie e quindi dalla società stessa. Questo gioco di parole evidenzia le nostre somiglianze, date appunto dalla stessa cultura, e le differenze tra persone di culture diverse. Ai tempi nostri credo comunque che la cultura si stia globalizzando grazie alla possibilità di interagire facilmente con l'altra parte del mondo.
Inevitabilmente in più a questo c'è anche il modo in cui viviamo la cultura , come la assorbiamo durante l'educazione e sopratutto come reagisce il nostro carattere. Di solito infatti, sopratutto durante l'adolescenza la nostra cultura ci sta stretta ( esperienza personale ) e tendiamo a trasgredirla e ad andare controcorrente e io penso che questo serva per modificarla un pò e in certi casi arricchirla, o comunque almeno ci mostra come sarebbe viverla in modo diverso. Da li poi scegliamo il nostro posto e scegliamo cosa tenere e cosa cambiare per noi ( ma i principi della cultura rimangono sempre gli stessi ), quindi poi tramanderemo ai nostri figli la cultura con le varie modifiche e aggiornamenti che a loro volta sceglieranno se cambiare o se tenere.
La cultura ci definisce sotto molti aspetti, forse tutti, dal modo di vestire all'intelligenza, dal sesso agli interessi..
Ora non vi voglio annoiare con questa cavolo di cultura, ma in concreto cos'è? E perché la seguiamo quasi in modo "obbligato"?
Innanzi tutto non è un valore genetico ma viene appreso, quindi, ovviamente, assorbiamo la cultura che c'è nella nostra società e bene o male accettiamo i limiti che la cultura stessa ci impone. Pensiamo ai paesi del terzo mondo dove le donne girano praticamente nude. Non penso che una donna di una qualsiasi altra cultura sia disposta a uscire nuda insieme a loro, proprio perché la nostra cultura ci impone che il corpo va coperto ( e meno male! ). Oppure in quei posti dove gli uomini hanno mille mogli..forse i maschi della nostra cultura potrebbero anche trovarsi a loro agio, ma non certo le donne! ( poi qui subentra pure la religione ma non voglio entrare nel discorso ). Comunque sia, le usanze, i valori e tutto quello che la cultura ci impone non lo possiamo evitare, proprio perché siamo formati dalla cultura dove siamo cresciuti, e adattarsi a delle culture così radicalmente differenti credo siano delle rarissime eccezioni.
Questo non poter scappare dalla cultura e in qualche modo adeguarsi anche quando non ci sta bene, ci viene spontaneo per non essere esclusi dal gruppo ( come avviene tra gli animali ) anche se non è per forza vero che tutto il gruppo condivida ogni tratto della cultura stessa. Può sembrare strano ma persino le emozioni che proviamo, come le proviamo e i motivi che ce le creano sono strettamente collegati alla cultura. Ci sono per esempio delle popolazioni ( gli Eschimesi Inuit se non sbaglio ), che non conoscono la rabbia. E chi se l'immagina la nostra società senza incazzi?! Un altro esempio può essere l'intelligenza, infatti anche se in parte è ereditaria sicuramente si sviluppa in modo diverso da cultura a cultura. La definizione stessa di intelligenza cambia tantissimo: da noi è intesa come la capacità di pensare bene e in altri paesi, per esempio, è attribuita al rispetto delle regole e delle leggi ( da noi uno così è definito al massimo un "non criminale", che può essere molto meno intelligente di chi le leggi non le rispetta ). Potrei stare qui tutto il giorno a fare esempi..ma mi fermo se no vado in fallimento col blog..!
Insomma và farò la psicologa nella prossima vita! :)
Eh cara Silvia,
RispondiEliminaaltro che fallimento! Tu sei portata per questa passione... Sei bravissima. E' tutto chiaro... Non c'è niente da aggiungere...
Io "cultura" posso definirla come "sinonimo di TRADIZIONE", ed ecco perché rispettiamo le regole, i limiti, ecc.
Si pensi ad esempio alla Quaresima: per i credenti il digiuno, anche quello della carne ogni Venerdì di Quaresima, anche se lo prende in modo diverso uno dall'altro credente, comunque lo rispetta: chi per devozione, chi per rispetto del corpo di Gesù, chi perché ne ha bisogno, e ha bisogno di riavvicinarsi a Dio...
Insomma, noi le rispettiamo anche perché "si è sempre fatto così, e così voglio che si faccia sempre".
Kiss...
E.G.
Cara Silvia,bel post :) comunque volevo dirti che secondo me la cultura non è un qualcosa che ti può stare stretto in quanto fa parte di noi stessi,per esempio ti parlo di me,mi dichiaro non credente però sono nata e cresciuta in un ambiente cristiano e alcune azioni e/o avvenimenti mi portano a "giudicare" come tale anche se io non ci credo..credo che ciò a cui tu ti stia riferendo siano le tradizioni,i modi di pensare che fanno sempre parte della nostra cultura ma possono essere cambiata o adattate al perido in cui si vive mentre la cultura,come è facilmente dimostrabile,è molto difficile da cambiare..un bacio :*
RispondiEliminaCiao belli! Bè che dire Giorgia, tu sei non credente e forse non ti sei apportata delle modifiche alla cultura per te stessa? Io poi parlo per esperienza personale e mi son fatta queste idee in base a ciò che ho visto dagli altri e da me stessa.. Quando ho detto che la cultura ci può stare stretta mi riferivo all'adolescenza, prendi il linguaggio per esempio, anch'esso è una parte di cultura, eppure gli adolescenti si creano un dialetto tutto loro. Comunque, per rimanere nel tema della religione, che è certamente una parte della cultura, io durante l'adolescenza non solo non credevo in Dio, ma mi sono schierata dall'altra parte, eppure son stata cresciuta in una società credente.. Poi quando son cresciuta ho fatto le mie scelte. Intendevo dire che ci cambiamo la cultura a modo nostro in questi sensi, poi, come ho già detto, la cultura rimane comunque la stessa, queste modifiche sono individuali.
RispondiEliminaNon credo che gli adolescenti modifichino la lingua perchè "gli sta stretta" ma per semplice comodità o per "creare" un codice che gli adulti non possono capire..Per quanto riguarda la religione anche io mi sono schierata dall'altra parte ma ciò non toglie che la nostra cultura è incentrata sul cristianesimo,e anche tu hai quei valori,alcuni modi di pensare ecc che ti influenzano a prescindere..
RispondiEliminaSi infatti se vedi nel blog troverai: i principi della cultura rimangono sempre gli stessi. Io sono diventata non credente perché mi pesava questa cosa in cui tutti credevano senza avere niente di concreto tra le mani, quindi in quel momento mi sono modificata quella parte di cultura per me stessa, pur tenendo sempre le basi. E per quanto riguarda il linguaggio, per qualsiasi motivo venga modificato, è sempre e comunque una parte di cultura che viene modificata e resa unica di quell'età..
RispondiEliminaSu questo siamo d'accordo entrambe! :) ogniuno modella la cultura in base a se stesso,ma credo che "modificarla" nn sia il termine adatto.. io,tu e chiunque può o non può condividere alcune cose e quindi applicarle o meno ma la base di partenza rimane invariata.. cioè io sono diversa da te perchè modello la realtà in maniera diversa dalla tua ma siamo accomunate da altre cose che sono uguali per tutti..
RispondiEliminaEcco infatti, ho iniziato l'articolo dicendo che anche se tutti diversi siamo comunque tutti uguali perché condividiamo la stessa cultura le cui basi rimangono le stesse.. Stiamo dicendo la stessa cosa solo che forse non ci siamo capite bene.. :)
RispondiEliminaSi ma infatti,concordo.. la mia obiezione era sul "modificare" la cultura,a mio avviso è un termine forte..e se così fosse adesso nessuno di noi sarebbe accomunato da essa..
RispondiEliminaModificare tenendo comunque le basi non determinerebbe un vero e proprio cambiamento di cultura quindi a mio avviso il termine non è fuori luogo se usato in questi termini, poi ognuno lo interpreta come vuole..
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